Preoccupazione per lo stato degli Scavi e la mancanza di finanziamenti per la manutenzione Allarme del sottosegretario Villari. I turisti fotografano le macerie Cade la pioggia su Pompei e i pochissimi operai in giro per gli Scavi si scambiano occhiate preoccupate. «Ora incomincia il difficile. Qui non tiene più niente e la stagione in arrivo farà peggiorare le cose» dice uno dei sindacalisti, schierati per aspettare l'arrivo del sottosegretario ai Beni Culturali, Riccardo Villari. Atteso per la presentazione del restauro della conceria romana, finanziato da Unic. Intorno sciamano i turisti gli stranieri con una cerata possono affrontare qualsiasi imprevisto meteo affascinati non solo dagli scavi, ma anche dall'incuria. L'Armeria dei Gladiatori, crollata un anno fa e ora sbarrata con grossi pannelli, è una meta visitatissima. E finanche fotografata. Il simbolo di quello che non si dovrebbe fare del proprio patrimonio artistico che ha incrementato le visite a Pompei. Villari alla fine arriva. Non piove più, ma il problema è evidente. «Le piogge potrebbero rivelarsi un problema serio. Occorre mettere in sicurezza il sito ammette , ma per farlo non bastano i fondi ordinari. Disponibilità straordinarie non ce ne sono. Tra quindici giorni incontreremo Johannes Hahn, commissario Ue alla politica regionale. E per quella data bisognerà mettere sul tavolo i problemi, in modo da ottenere il via libera dell'Unione europea per i fondi strutturali e mettere così in sicurezza il sito di Pompei dal punto di vista idrogeologico». Villari, a quasi un anno dal crollo dell'Armeria, avvenuta il 6 novembre 2010, non nasconde dunque la preoccupazione per nuovi possibili cedimenti e conta molto su fondi europei che ammontano a circa 100 milioni. La soprintendente per i Beni archeologici di Napoli e Pompei, Teresa Elena Cinquantaquattro, ha ribadito però l'importanza della manutenzione ordinaria. «Se non si garantisce questa, il pericolo di altri cedimenti c'è ha detto . La nostra attività riguarda piccole aree, eppure le strutture in sofferenza sono ovunque, le risorse a disposizione non ci permettono di fare di più: servono soldi e personale. Oggi non è ancora disponibile alcuna somma, ci auguriamo di dover aspettare solo qualche altra settimana e non mesi». Su tutta l'area degli scavi, lavorano solo cinque unità. E anche gli archeologi sono insufficienti rispetto alle esigenze del sito. «Vorrei però evitare annunci in merito alle assunzioni di nuovi archeologi - dice Villari . Spero che arrivino a fine mese, così come spero che al più presto si possano assumere anche nuovi operai». A quelli che si aspettano un ritorno al passato, all'autonomia della sovrintendenza di Pompei, Villari risponde senza alimentare illusioni. «Non è all'ordine del giorno la possibilità di scorporare la soprintendenza di Pompei da quella di Napoli. Quando il ministero scriverà il regolamento, si faranno le valutazioni del caso». Il nuovo corso è segnato, dunque, dalle sponsorizzazioni private. Come quella che ha sostenuto il restauro dell'antica conceria di Porta Stabia e di tutta l'area dell'Insula 1 di Pompei, un vero e proprio «distretto delle pelli» d'epoca romana. Un angolo degli Scavi recuperato grazie alla collaborazione tra Soprintendenza Archeologica di Napoli e Pompei e Unic, l'Unione nazionale conciari italiani, grazie ad un progetto partito nel 2008 con un primo investimento complessivo di oltre 25omila euro. Saranno nei prossimi mesi restaurati, con un analogo impegno di spesa, vari reperti tra cui alcuni attrezzi, coltelli e anfore contenenti resti di sostanze usate per la concia. L'intera insula misura 1750 metri quadrati e fu scavata nella sua completezza da Amedeo Maiuri negli anni Cinquanta, dopo la scoperta avvenuta nel 1873. Nell'area produttiva sono visibili le 15 vasche circolari in muratura rivestite di cocciopesto, dodici usate per la concia vegetale di pelli grandi e tre per il trattamento all'allume di rocca per pelli piccole. Sotto il portico venivano scuoiati gli animale, si passava quindi all'immersione nei tini, dove le pelli venivano trattate con il tannino. L'impianto è stato studiato da un gruppo francese di archeologi guidati da Jean Pierre Brunn in collaborazione con l'architetto Paola Rispoli della soprintendenza. Il restauro è stato presentato all'Auditorium di Pompei dal sottosegretario Villari, dalla soprintendente Cinquantaquattro, dal direttore degli scavi Antonio Varone, dal vicepresidente Unic Gianni Russo. «Abbiamo riattivato questa collaborazione intelligente dice Villari . Molti dimenticano quando parlano della grande operazione fatta da Diego Della Valle al Colosseo che questa strada è stata aperta proprio qui, per il sito di Ercolano con la sponsorizzazione della Packard».