L'ente dell'Onu ha detto sì al nuovo Stato che si prenderebbe buona parte dei beni storici ebraici. Gli Usa minacciano di sospendere le sovvenzioni È braccio di ferro tra Stati Uniti e Unesco, l'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'educazione, la scienza e la cultura Pomo della discordia è la volontà dell'Autorità nazionale palestinese (Anp) di ottenere un seggio di piena membership all'Onu, che equivarrebbe a definire la Palestina una nazione. Di fatto l'organizzazione con sede a Parigi l'ha già riconosciuta, dopo che il Consiglio esecutivo dell'Unesco ha approvato la raccomandazione per l'ammissione della Palestina. Un totale dei 40 paesi rappresentati ha votato sì, quattro i no (Stati Uniti, Germania, Romania e Lettonia) e 14 gli astenuti. Fra questi ultimi Italia, Francia e Spagna. La richiesta di riconoscimento, proposta da un gruppo di Paesi arabi, passa ora all'attenzione della Conferenza generale dell'Unesco, dove ognuno dei 193 membri dell'Onu è rappresentato. In questa sede, è necessaria una maggioranza dei due terzi perché la Palestina sia ammessa come membro a pieno titolo nell'organizzazione. La prossima sessione si terrà alla fine di ottobre. La raccomandazione di ammissione non è andata giù in alcun modo a Washington (che è il primo paese finanziatore al mondo dell'Onu e delle sue agenzie e organizzazioni), tanto che sull'argomento è intervenuto il segretario di Stato americano, Hillary Clinton. Il capo della diplomazia a stelle e strisce ha bollato come «inspiegabile» e «confuso» il voto del Consiglio esecutivo dell'Unesco. A margine di una visita nella Repubblica Dominicana, Clinton ha osservato come «crei confusione e sia in qualche modo inspiegabile che vi siano organi dell'Onu che prendono decisioni sulla statualità e sullo status di uno Stato mentre la questione viene affrontata alle Nazioni Unite», sottolineando come «la decisione deve essere presa dall'Onu e non attraverso delle sussidiarie». Il segretario di Stato americano non ha escluso la possibilità che gli Stati Uniti in segno di protesta cessino di versare i loro contributi all'Unesco. Paradossalmente la questione del riconoscimento della Palestina come nazione è quasi più problematico per l'Unesco che non per l'Onu. L'organizzazione con sede a Parigi stila ogni anno i nuovi siti che entrano a far parte dell'ambita lista del Patrimonio dell'Umanità. Nell'elenco dei paesi è presente anche Israele, con sei località. Nessuna di queste si trova in Cisgiordania, però salta agli occhi l'assenza di Gerusalemme, che con la sua città vecchia è uno dei patrimoni culturali più importanti al mondo. Una omissione voluta perché per ogni sito è specificato il Paese in cui la località si trova e indicare Gerusalemme-Isreale avrebbe sollevato le proteste di tutti i paesi arabo- musulmani. Il risultato è che la città santa è fuori dalla lista del Patrimonio dell'Umanità e ma risulta ugualmente la sua candidatura (presentata dalla Giordania). Quanto sia complessa la situazione in seno all'Unesco lo ha dimostrato anche il tentativo respinto con cui l'Autorità nazionale palestinese ha presentato la richiesta di inserire nell'elenco la città di Betlemme, che si trova in Cisgiordania Anche quella mossa doveva essere una spinta al riconoscimento ufficiale della Palestina, ma non è invece è andata in porto, soltanto per il momento vista la raccomandazione fatta dall'Unesco. E Betlemme non è la sola località che l'Anp sogna di vedere nella lista del Patrimonio dell'Umanità, poiché ce ne sono almeno altre due pronte per essere candidate: Hebron e Gerico. Ma l'inserimento di Betlemme ed Hebron con affianco scritto "Palestina" appare impossibile perché Israele non lo consentirà mai. Nelle due località si trovano due tra i luoghi più sacri per la religione ebraica: la tomba di Rachele a Betlemme e la tomba dei patriarchi Abramo, Isacco e Giacobbe a Hebron.
L'Unesco regala ai palestinesi il patrimonio artistico di Israele
L'Onu ha approvato la raccomandazione per l'ammissione della Palestina come membro a pieno titolo. Il Consiglio esecutivo dell'Unesco ha votato con 40 sì, 4 no (Stati Uniti, Germania, Romania e Lettonia) e 14 astenuti. La Palestina è già stata riconosciuta come nazione dalla Conferenza generale dell'Unesco. La prossima sessione si terrà alla fine di ottobre. Gli Stati Uniti hanno minacciato di sospendere le sovvenzioni se la Palestina viene ammessa come membro. La questione del riconoscimento della Palestina come nazione è problematica per l'Unesco.
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