Procedure e tempi certi per incentivare l'azione di mecenati e imprese Le assunzioni? A breve Il sottosegretario Villari: i francesi della Defense ci chiedono un piano serio Per Riccardo Villari, sottosegretario ai Beni culturali, «il restauro dell'antica conceria di Pompei è un altro segnale che il rapporto pubblico-privato funziona. Ma - dice - quello che dobbiamo perseguire per Pompei è il modello Packard di Ercolano più che quello di Della Valle per il Colosseo». E c'è un Packard per Pompei? «No. Ma c'è un gruppo di imprenditori francesi pronti a spendere 200 milioni all'interno del sito archeologico in presenza di un serio progetto di investimenti nelle infrastrutture all'esterno degli Scavi. Quello del consorzio della Defense di Parigi è un interesse concreto che ha già riunito intorno a un tavolo più di una volta - l'ultima nel mese di agosto - oltre al Mibac i ministeri dello Sviluppo Economico e degli Affari Regionali, la Regione Campania e l'Unione industriali di Napoli e rappresentanti dell'Unesco. Il problema, però, è che in Italia il rapporto di collaborazione tra pubblico e privato è ancora tutto da disegnare». Servono incentivi per gli investitori... «Certamente sì. Per Della Valle l'uso del brand Colosseo è un investimento dal ritorno pubblicitario enorme. Ma chi vuole intervenire per puro mecenatismo ha bisogno che l'investimento risulti vantaggioso grazie ad apposite leggi. E semplificata deve essere anche la procedura attraverso cui l'istituzione entra in possesso della somma donata». Qual è l'impegno del ministero? «Siamo riusciti a inserire nel decreto sviluppo due norme che possono immediatamente semplificare questo processo di donazione prevedendo la possibilità dell'autocertificazione per gli investitori e l'istituzione di un capitolo di bilancio per tutte le soprintendenze e le istituzioni in modo da disporre direttamente delle somme stanziate senza passare per il ministero del Tesoro. Il prossimo passo, poi, sarà la fissazione di una aliquota». Secondo Andrea Carandini la manovra metterebbe a rischio le nuove assunzioni che erano state promesse per settembre a Pompei. «Questo rischio è scongiurato. La manovra ha modificato il decreto Bondi rendendo più complicato l'iter per le assunzioni. Ma gli inceppi burocratici sono stati risolti e gli esperti promessi dovrebbero arrivare per la fine di ottobre».