Trenta studiosi contro la sua gestione: stravolgimenti. Lui: «Tutto regolare e le visite crescono» Trenta studiosi trenta si sono uniti per muovere guerra a Guerri. Rivolgendosi ohibò perfino al presidente Napolitano. L'imputato è il presidente del Vittoriale. Che avrebbe compiuto scempi non più tollerabili ai danni della dimora di D'Annunzio. Una colpa (grave), in effetti, Giordano Bruno Guerri, salito al soglio dannunziano nel 2008, ce l'ha: quella di aver tolto la polvere dal mauseoleico edificio per trasformarlo in una struttura attiva sia culturalmente sia economicamente. Per taluni proprio qui si annida una delle colpe maggiori: trattandosi di qualcosa che attiene alla cultura, "coerenza" vorrebbe che fosse in perdita, come gli enti lirici, per intenderci. Tornando alla "congiura dei trenta", i novelli arconti si sono uniti per compilare una nuova costituzione per il Vittoriale, dopo la sconfitta subita sotto la tirannide di Guerri, novello Alcibiade. Mutatis mutandis, l'azione degli emuli spartani è stata capeggiata da un noto (limitatamente alle sponde gardonesi del Garda) Crizia, con l'intento di esiliare il meteceo presidente. Nell'ostrakismós consegnatogli e diffuso urbi et orbi, l'improvvida Boulé denuncia «numerose "intrusioni volgari"». «Nell'estate 2011 per esempio denunciano "i trenta" -, è stato mutato l'ingresso principale con l'apertura di uno laterale che falsa lo storico percorso». «L'ingresso monumentale del "Vittoriale" ribatte Guerri era pensato per i pochissimi visitatori che avevano il privilegio di accedere all'interno. Negli ultimi anni non era possibile garantire alcun fascino, per la presenza di centinaia o migliaia di visitatori al giorno che si accalcavano in quell'ingresso, ed erano davvero "intrusioni volgari", per usare le parole di d'Annunzio riprese dai firmatari dell'esposto. Peraltro, questo cambiamento è stato approvato dalla Sovrintendenza competente». Altra accusa (grave) riguarda lo stravolgimento del Museo della Guerra con la nuova denominazione di "D'Annunzio eroe", oltre a «l'impoverimento della Prioria» (la casa del Vate al Vittoriale) a causa delle «ultime deplorevoli asportazioni dalla dimora». Dulcis in fundo (si fa per dire), il "deplorevole" «inserimento di sculture di artisti contemporanei». «Questo rapporto con l'arte contemporanea risponde Guerri onora la memoria del Vate, grande comunicatore e innovatore sempre all'avanguardia. In particolare il "Cavallo" (del valore di oltre 400.000 euro) è opera e dono di Mimmo Paladino, uno degli artisti viventi più importanti al mondo». L'AFFONDO, l'ostracizzato presidente lo affida all'incontestabilità dei numeri: «Dall'ottobre del 2008 abbiamo compiuto felicemente il difficile passaggio alla privatizzazione; il numero dei visitatori e il fatturato sono notevolmente aumentati, invertendo una pericolosa tendenza al ribasso. Dal gennaio di quest'anno a settembre, i visitatori sono stati 145.992 per 1.554.761,00 euro d'incassi: un vistoso incremento dovuto, oltre all'aumento di visitatori, all'apertura dei nuovi Musei "Omaggio a d'Annunzio" e "D'Annunzio segreto", cui gli autori dell'esposto non fanno cenno, per motivi quantomeno intuibili e non particolarmente eleganti».