No al nuovo ponte dell'Accademia, il sindaco: vedremo cosa fare Don Meneguolo: maxispot invasivi, è avvilente VENEZIA «I restauri devono essere finanziati in modo diverso, potrebbe pagarli la filiera del turismo». A monsignor Antonio Meneguolo, delegato patriarcale per i beni culturali, le maxiaffissioni non sono mai piaciute tanto che propone una ricetta alternativa: «Si usi la tassa sui turisti». E poco importa che le mega-pubblicità ci siano anche sulle chiese del centro storico: «E' avvilente dover ricorrere a questo sistema per restaurare una città splendida come la nostra, dovrebbe essere studiato un modo diverso invece di impacchettare i monumenti realizzati con il sacrificio di tutti». L'affissione c'è sulla chiesa di San Bartolomio («Senza non avremmo soldi si guardi San Silvestro: ha bisogno di interventi ma non abbiamo di che finanziarli»), ma anche a San Simeon Piccolo che dopo tanti anni sarà rimossa a dicembre. Un'immagine di Roccobarocco due anni fa ha scatenato le ire del sacerdote («L'abbiamo dovuto far rimuovere»), che ora plaude a chi come il ministro della Cultura Giancarlo Galan, ritiene che le affissioni durino troppo e siano eccessive. «Spesso sono messe lì per gioco dice si usano cioè per raccogliere i fondi ma dietro l'impalcatura non si lavora». Anche a San Simeon Piccolo c'è stato questo problema, tanto che il direttore regionale dei Beni culturali Ugo Soragni ha chiesto chiarimenti sulla presenza di un ponteggio interno alla chiesa da troppo tempo. «La Soprintendenza ci ha garantito che a fine anno quando saranno rimosse le impalcature, rimarranno solo altare e arredi da restaurare», spiega Meneguolo. Il problema della durata dei cantieri sarà affrontato nel nuovo regolamento, ma per il sacerdote c'è una questione più ampia di cui prendere atto: «Il fatto che dobbiamo mettere quegli scempi è un problema della società contemporanea spiega il Ducale, la Marciana, il Correr sono beni di tutti e mantenerli non dovrebbe essere legato a immagini pubblicitarie». In un certo senso, per Meneguolo, si è perso il senso del bene comune da rispettare e mantenere. Dice il sindaco Giorgio Orsoni: «Finora le maxipubblicità hanno permesso lavori molto importanti, condivido le preoccupazioni del ministro sulle affissioni invasive ma non si è lavorato male a Venezia e invece di criticarne la durata andrei a vedere i numeri di quanto raccolto, senza sarebbe di sicuro stato peggio». Per il futuro secondo il sindaco bisogna andare oltre gli interventi d'emergenza. Un esempio? Il contratto su palazzo Ducale con Dottor Group, il cantiere più virtuoso di Venezia aperto nell'agosto 2008 e che chiuderà il 20 ottobre da cronoprogramma, è stato fatto dopo un crollo. «Dobbiamo iniziare a programmare i lavori per tempo dice Orsoni senza aspettare che sia troppo tardi». Nel breve periodo però l'amministrazione deve risolvere l'ennesima emergenza: Roma ha dato parere negativo al progetto dell'impresa Schiavina per il nuovo ponte dell'Accademia nonostante il sì di Ca' Farsetti e soprintendenza. «Vedremo cosa fare al più presto», conclude Orsoni.
Venezia. Pagare i restauri con la tassa sui turisti
Il sindaco di Venezia, Giorgio Orsoni, ha espresso le sue preoccupazioni riguardo alle maxipubblicità che affiggono i monumenti della città, considerandole invasive e avvilenti. Il ministro della Cultura, Giancarlo Galan, ha concordato con il sindaco che le affissioni dovrebbero durare meno tempo e essere più contenute. Il delegato patriarcale per i beni culturali, monsignor Antonio Meneguolo, propone di utilizzare la tassa sui turisti per finanziare i restauri. Il problema della durata dei cantieri è stato affrontato nel nuovo regolamento, ma Meneguolo ha espresso preoccupazioni riguardo al fatto che i restauri siano legati all'immagine pubblicitaria.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo