Petizione a Napolitano per Gardone Trenta studiosi contro G. B. Guerri C'è un night nella darsena del Mas Gabriele d'Annunzio considerò il Vittoriale degli Italiani «un testamento d'anima e di pietra» e lo donò per preservarlo «da ogni manomissione». Purtroppo dal primo dopoguerra, e soprattutto negli ultimi decenni, le manomissioni e le «intrusioni volgari» sono state numerose. In questo 2011 è stato addirittura mutato l'ingresso storico con l'apertura di uno laterale, falsando il percorso. I visitatori non varcano più il grandioso portale - voluto da d'Annunzio e realizzato da Maroni - con doppio cancello e la fontanella sul cui timpano si legge il celebre motto del poeta: «Io ho quel che ho donato». Lo stesso nuovo Museo dell'Eroe, inaugurato il 3 luglio scorso, è stato occasione per snaturare l'itinerario della visita alla dimora di d'Annunzio, ponendolo addirittura come prosecuzione. Una cosa, infatti, è la Prioria; altro sono le aggiunte nelle quali si nota una profonda caduta di stile. La dimora dannunziana, infatti, è unica al mondo e le asportazioni di oggetti - ben 450 per creare il precedente Museo della Guerra- costituiscono un danno gravissimo alla lettura della «casa dei simboli». Inopportuno è poi l'inserimento nella struttura maroniana di opere d'arte completamente avulse per stile, quali le creazioni di artisti contemporanei. Ultimo, ma non ultimo grave scempio - che dura da oltre vent'anni - è l'uso a night-discoteca della Torre San Marco, darsena di Gabriele d'Annunzio, luogo paesaggistico fra i più notevoli del lago di Garda sbocco a lago della tenuta del Vittoriale, creata dall'architetto Giancarlo Maroni, anch'essa monumento nazionale, essendo parte integrante della tenuta,come peraltro espressamente ribadito da un decreto ministeriale del 1995. Contro queste «manomissioni e intrusioni», assieme all'amico Pietro Gibellini, ordinario di letteratura italiana all'Università di Venezia e presidente del comitato scientifico dell' edizione nazionale delle opere di d'Annunzio, abbiamo inoltrato al Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, e al ministro ai Beni culturali, Giancarlo Galan, una petizione sottoscritta da una trentina di studiosi dell'opera e della casa di Gabriele d'Annunzio. Si chiede che sia quanto prima ripristinato l'ingresso storico del Vittoriale; che sia recuperata all'uso monumentale la Torre San Marco, non più affittata contro legge a privati; che le opere d'arte di artisti contemporanei, estranee al tessuto architettonico, siano rimosse e collocate in apposito spazio della tenuta del Vittoriale fuori della cinta maroniana. Assai debole la replica del presidente del Vittoriale, Giordano Bruno Guerri, che scarica sui predecessori le responsabilità anche se, per quanto riguarda la Torre San Marco, avrebbe potuto riconsegnarla al Vittoriale già dal suo primo insediamento, senza alcuna penale, essendo illegale l'assegnazione in affitto a privati e la trasformazione in night-discoteca. Quanto poi al nuovo ingresso, Guerri trovi una diversa uscita, piuttosto che una nuova entrata.