Dopo anni di abbandono, sono state recuperate le antiche Tabernae datate primo secolo avanti Cristo di via Luciano a Pozzuoli: botteghe di epoca romana nascoste dalle L'archeologia, la riscoperta sterpaglie e dai rovi, nelle quali era stato sversato abusivamente di tutto. Un sito archeologico finalmente riaperto al pubblico. POZZUOLI. Riaprono al pubblico dopo annidi abbandono le antiche Tabernae datate primo secolo avanti Cristo di via Luciano: botteghe di epoca romana nascoste dalle sterpaglie e dai rovi, nelle quali era stato sversato abusivamente di tutto. Un sito archeologico a poche decine di metri dalla centrale piazza Capomazza in cui erano stati depositati vecchie lavatrici, frigoriferi, pneumatici e persino la scocca di un'autovettura rubata. A coprire quella vergogna c'era una fitta vegetazione spontanea, ma l'accordo stipulato tra il Comune di Pozzuoli e l'associazione di volontariato «Angeli Flegrei onlus» ha spianato la strada alla partnership pubblico-privata che permetterà, adesso, il recupero e la piena fruizione dell'antico mercato della civitas puteolana. «Per noi è una grande soddisfazione e motivo di orgoglio aver ripulito dalle sterpaglie queste antiche botteghe per riportarle all'antico splendore - sottolinea Maria Laura D'Amore, volontaria dell'associazione «Angeli Flegrei» ed ex assessore alla Cultura nel- La sinergia Patto tra Comune e onlus «Angeli flegrei» Strappate le sterpaglie, portati via i rifiuti «Mai più la nostra storia nel degrado , la giunta Giacobbe - poter presentare questo ritrovato gioiello archeologico e metterlo a disposizione dei cittadini di Pozzuoli e dei turisti è motivo di vanto». Situata su un'area vasta circa tremila metri quadrati, l'antica area commerciale sorge a ridosso dello stadio di Antonino Pio sulla Domitiana, recuperata grazie ad un importante lavoro della Soprintendenza archeologica di Pozzuoli guidata da Costanza Gialanella. Un piccolo gioiello che gli archeologi fanno risalire all'epoca augustea e che d'ora in avanti andrà ad arricchire il percorso che ruota attorno all'Anfiteatro Flavio, al Serapeo e allo Stadio di Antonino Pio. «Il nostro obiettivo e quello dell'amministrazione comunale è di rendere fruibili i siti archeologici finora poco valorizzati - dice Luigi Lucci, presidente dell'associazione «Angeli Flegrei onlus» - Siti che, purtroppo, versano in stato di abbandono e degrado. Abbiamo avviato a spese nostre l'opera di pulizia grazie alla quale faremo in modo che i cittadini e i turisti possano riavvicinarsi e reinnamorarsi della propria terra». Maggiore sinergia pubblico-privata per fronteggiare i tagli agli enti locali: e tra qualche settimana a fare da ciceroni nella visita alle antiche tabernae ci sarà anche una dozzina di detenute del vicino carcere femminile di via Pergolesi. All'inaugurazione del sito recuperato ha partecipato, tra gli altri, la direttrice della casa circondariale, Stella Scialpi, ma anche Bruno Buonaiuto, direttore dell'azienda Cura Soggiorno e Turismo di Pozzuoli, Gennaro Prebenda dell'associazione «Pozzuoli deve vivere» e un gruppo di imprenditori locali, tra i quali Tobia Carannante, che già da tempo collaborano con il Comune per il recupero e la fruizione dei siti archeologici dimenticati. «Iniziative del genere riporteranno Pozzuoli al suo antico splendore - sottolinea il primo cittadino puteolano, Agostino Magliulo - Uno dei nostri obiettivi è puntare sul marketing territoriale». Ma di lavoro da fare ne serve ancora molto, così come dei finanziamenti da destinare al recupero dell'immenso patrimonio storico-archeologico di Pozzuoli. «La Regione ha puntato sul rilancio dei Campi Flegrei - sottolinea il consigliere regionale Pasquale Giacobbe - Confidiamo nella sensibilità del governatore Caldoro». Il progetto A collaborare nelle attività di pulizia e valorizzazione del sito archeologico delle tabernae romane di via Luciano ci sarà anche un gruppo di detenute del vicino carcere femminile. Il direttore dell'istituto dl pena, Stella Scialpi, ha già segnalato il progetto al dipartimento per l'amministrazione penitenziaria e ora si attende il via libera del tribunale di sorveglianza per consentire ad una decina di recluse di poter lasciare la cella nelle ore diurne per realizzare i lavori di pulizia e di promozione del sito archeologico. Le detenute, infatti, diventeranno una sorta di «guide turistiche» affiancando i volontari dell'associazione "Angeli Flegrei onlus». "La direttrice Scialpi ha immediatamente appoggiato l'iniziativa - sottolinea Luigi Lucci, presidente di "Angeli Flegrei onlus» - Le recluse saranno formate adeguatamente anche sulla storia di quell'insediamento, caratterizzato da ambienti a pianta rettangolare che si susseguono gli uni agli altri, mentre sul retro si aprono vani più piccoli che fungevano da deposito». "Le detenute inserite nel progetto - ha detto la Scialpi - sono donne desiderose di riscattarsi socialmente attraverso opere utili alla collettività».