Il parere del Comitato tecnico arrivato a Ca' Farsetti in via informale VENEZIA «Si ritiene che il progetto così come proposto non possa essere autorizzato». Una riga secca alla fine di due pagine di parere, firmate dal presidente del Comitato tecnico scientifico per i beni architettonici e paesaggistici, Giovanni Carbonara. Letto così il parere sembra mettere la parola fine all'ipotesi del nuovo ponte dell'Accademia, come presentato dall'impresa Schiavina. Il responso è arrivato solo in via ufficiosa a Ca' Farsetti, ma l'anticipazione lascia poche chance al progetto che mette in secondo piano il legno a favore di acciaio e vetro. I dubbi degli esperti del ministero riguardano l'impatto della struttura futura rispetto all'immagine odierna di quel tratto di Canal grande. «Quando lo riceveremo valuteremo cosa fare dice l'assessore ai lavori pubblici Alessandro Maggioni il primo confronto è con la società che lo ha proposto, per capire se è disposta a cambiare progetto sulla base delle prescrizioni. Se non sarà possibile, valuteremo la possibilità di aprire un altro bando, per un nuovo ponte o per un grande restauro. L'unica certezza è che così non possiamo restare». A non convincere il Comitato dei Beni culturali e prima di esso la Direzione regionale (citata nel parere stesso) è proprio l'acciaio usato per i parapetti. Si chiede infatti una approfondita valutazione «della soluzione progettuale dei parapetti metallici posti a protezione delle rampe che risultano sacrificare la permeabilità visiva e atmosferica e modificare sensibilmente, e forse non necessariamente l'immagine, ormai partecipe del volto della città, rappresentata dalla vecchia struttura». I commissari suggeriscono di presentare almeno dei rendering per capire quale potrebbe essere l'esatto inserimento del nuovo ponte nel contesto del Canal grande. Non solo. A sollevare i dubbi del comitato è anche il sistema di salita e di accesso proposti, con quote «d'ingombro dei volumi posti alle testate del ponte che andrebbero maggiormente contenuti e meglio valutati negli accessi dei percorsi distributivi al fine di mantenere inalterata l'attuale immagine dello spazio urbano sui due lati del ponte». C'è poi la questione dell'accessibilità ai disabili, il cui sistema studiato non ha convinto il Comitato. Il ponte proposto infatti ha due diversi passaggi, uno a gradini e uno a rampe. «Sarebbe auspicabile scrive il Comitato una soluzione che non preveda divisioni degli spazi con percorsi così nettamente differenziati tra abili e disabili, ma che al contrario costituisca e presenti un elemento unico nel suo insieme ben accessibile, quale il ponte dovrebbe essere». L'ultima nota del Comitato è per gli uffici che hanno inviato il progetto: un richiamo a mandare tutta la documentazione che attesti il riconoscimento formale dell'interesse dell'opera.