Il salvataggio di vasche e banconi curato dagli industriali delle pelli POMPEI. In quella che è la più antica conceria del mondo, alla fine di via Stabiana, a Pompei, gli archeologi del centro Jean Berard di Napoli, coordinati da Jean Pier Brun, hanno lavorato per due anni recuperando elementi importantissimi quali le coperture delle stanze con le vasche e delle aree con i dolii e il bancone. I lavori effettuati e quanto scoperto sulle antiche tecniche di per conciare le pelli saranno presentati domani, alle 10.30, presso l'Auditorium di Pompei, con gli interventi, tra gli altri, di Riccardo Villari, sottosegretario ai Beni culturali, della soprintendente Teresa Elena Cinquantaquattro e di Gianni Russo e Salvatore Mercogliano, rispettivamente vicepresidente e direttore dell'Unione Nazionale Industria Conciaria. Secondo gli studiosi, l'opificio pompeiano faceva parte di una sorta di un vero e proprio polo conciario. Nella fabbrica si lavoravano le pelli che arrivavano in prevalenza dall'Irpinia. Gli ambienti accoglievano sia l'abitazione del proprietario sia i locali perla lavorazione delle pelli. Nell'area retrostante il portico si trovano 15 vasche circolari in muratura. In dodici si faceva la concia vegetale con foglie di castagno o di quercia; nelle altre si impiegava l'allume di rocca. «Abbiamo sponsorizzato l'intervento di recupero - sottolinea Mercogliano - e continueremo ancora a sostenere altri progetti perché ci interessa riportare alla luce un distretto conciario così antico».
A Pompei concluso il restauro della conceria
Gli archeologi del centro Jean Berard di Napoli hanno lavorato per due anni per recuperare elementi importanti nella più antica conceria del mondo, a Pompei. Hanno recuperato coperture delle stanze con le vasche e delle aree con i dolii e il bancone. I lavori e quanto scoperto sulle antiche tecniche di per conciare le pelli saranno presentati domani. L'opificio pompeiano era parte di un polo conciario e lavoravano le pelli dell'Irpinia. Gli ambienti accoglievano l'abitazione del proprietario e i locali per la lavorazione delle pelli. Sono state trovate 15 vasche circolari in muratura, 12 delle quali si faceva la concia vegetale e 3 si impiegava l'allume di rocca.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo