Adesioni alla proposta ministeriale di Miracco per l'area marciana, mentre prosegue l'indagine Sì a un codice visivo per limitare a Venezia l'impatto delle maxipubblicità sui monumenti dell'area marciana e fissarne i criteri anche con l'aiuto di esperti. La proposta-richiesta lanciata dal Ministero dei Beni Culturali al Comune e alla città, con il consigliere del ministro Giancarlo Galan, Franco Miracco, trova i primi consensi, mentre si è avviata l'indagine ministeriale sui contratti a lungo termine di sponsorizzazione già in atto, sottoscritti dal soprintendente ai Beni Architettonici e Paesaggistici di Venezia Renata Codello con le società Remedia e Gerso. Da segnalare a questo proposito che la Gerso come risulta dal suo sito cercava dal 5 settembre restauratori su Venezia per l'organizzazione della commessa sull'Ala Napoleonica, per un cantiere con ponteggi e maxipubblicità che in teoria dovrebbe essere aperto da due anni e che l'architetto Codello ha già annunciato come prossimo alla conclusione. «Sono pienamente d'accordo con la proposta avanzata da Miracco a nome del Ministero. commenta ad esempio il presidente della Fondazione Musei Civici Walter Hartsarich, che viene proprio dal mondo della comunicazione Lo sostengo da tempo e credo che si debbano fissare criteri per le pubblicità che tengano conto della particolarità di una città come Venezia. Indispensabili esperti di comunicazione per non essere "vittima" delle società che propongono le pubblicità». Collaborativo anche l'assessore comunale ai Lavori Pubblici Alessandro Maggioni: «C'è la piena disponibilità del Comune a collaborare con il Ministero dei Beni Culturali sul problema delle maxiaffissioni, senza guerre di religione e confermando la nostra soddisfazione per l'operato del soprintendente Codello. Diciamo però al ministro che il modo migliore per limitare le maxipubblicità è quello di stanziare fondi pubblici per il restauro dei monumenti». Anche Maria Camilla Bianchini, presidente del Fai (il Fondo per l'Ambiente Italiano) del Veneto istituzione tra le prime a prendere posizioni contro l'impatto delle maxipubblicità nell'area marciana plaude alla proposta galaniana: «Sosteniamo da tempo la necessità di una commissione che fissi i principi e i modi per fare pubblicità a Venezia, se, come accade ora, è indispensabile per pagare i restauri».