Sigilli al mega impianto di Torre Santa Susanna. Nove indagati È la sesta decisione della procura di Brindisi in pochi mesi. La centrale vale 15 milioni BRINDISI - Fotovoltaico col trucco, atto sesto. È scattato ieri mattina il più imponente dei sequestri preventivi disposti dalla procura brindisina allindirizzo dei campi al silicio realizzati illegalmente sul territorio, preso letteralmente dassalto dalle società operative nel settore delle energie alternative. Sotto sigilli è finita la centrale alimentata ad energia solare realizzata in contrada Martucci a Torre Santa Susanna, per un valore complessivo di ben 15 milioni di euro e una potenza di tre megawatt. Nove gli indagati, fra cui brindisini, tarantini, e baresi, fra soci e legali rappresentanti delle aziende Elios srl, Natura energia srl e Febo srl. Il decreto di sequestro firmato a quattro mani dal procuratore capo Marco Dinapoli e dal pubblico ministero Milto De Nozza, è stato eseguito ieri mattina dai carabinieri della compagnia di Francavilla Fontana. A carico dei nove indagati gravano le ipotesi di abusivismo, truffa e falso in atto pubblico. Il trucco scoperto dalla procura è lo stesso svelato nelle altre cinque operazioni messe a segno negli ultimi sette mesi contro il fotovoltaico selvaggio: le società frazionavano artificialmente gli impianti, presentando semplici dichiarazioni di inizio attività, sufficienti per centrali di potenza pari o inferiore a un megawatt. In realtà realizzavano un unico impianto senza soluzione di continuità, per una potenza complessiva di tre mega. Si tratta della sesta centrale finita nel mirino della procura messapica. Il primo maxi sequestro di impianti fotovoltaici in provincia di Brindisi è scattato il 21 marzo a San Donaci. Sotto sigilli finiscono cinque impianti, per una potenza installata di 5 megawatt e unestensione occupata di 50mila metri quadrati, tutti riconducibili a società con sede legale a Roma e Messina. Nel registro degli indagati compaiono per la prima volta i nomi di Gaetano Buglisi, Antonio Puliafico, Sebastiano Buglisi e Roberto Saija, nomi che da lì a poco finiranno nella lista degli indagati della Direzione distrettuale antimafia di Lecce per lo scandalo Tecnova, costola del colosso Global solar found, multinazionale made in Cina: la società accusata di riduzione in schiavitù della manodopera immigrata. La seconda operazione risale al 21 aprile. È questa la data in cui scoppia il caso Tecnova, indagati per gli stessi reati Saija e Puliafico, ma anche lo spagnolo Javier Ignacio Romero Ledesma che ricomparirà più volte nelle inchieste sul solare in terra di Brindisi. Il 6 giugno è la volta di Mesagne, dove vengono sequestrati diversi impianti realizzati in contrada Argiano senza le autorizzazioni previste. I nomi degli indagati, questa volta, sono torinesi. La quarta inchiesta porta a Torre Santa Susanna, dove il 23 luglio vengono sequestrati due impianti in contrada Monticelli. Sono sette gli avvisi di garanzia per abusivismo. A Torre operavano le società FotonPuglia e SolarPuglia, entrambe riconducibili sempre al 38enne spagnolo Javier Ignacio Romero Ledesma. La quinta, penultima inchiesta, scatta il 21 settembre. Sotto sigilli finiscono altre quattro centrali alimentate a energia solare a Brindisi. Quattro le società coinvolte, per un totale di sedici indagati, già finiti nel mirino della Dda di Lecce: volti e nomi ancora una volta legati allaffaire Tecnova.