«Il monumento a Umberto I non può e non deve essere né spostato né deturpato con la modifica del suo basamento che ne costituisce parte integrante. Semmai deve essere restaurato»: è questa la reazione dell'associazione "Italia Nostra" all'attuazione del progetto "Walking on the ribbon", vincitore del concorso "La grande piazza", che il Comune pensa di fare. Il progetto prevede lo spostamento del monumento a Umberto I verso destra rispetto all'attuale posizione e la sua ricollocazione su un basamento più basso «al fine di privilegiare il rapporto percorso-sfondo tra il corso Umberto e la chiesa di S. Agata al Collegio». Ma il consigliere nazionale di Italia Nostra Leandro Janni e Michele Lombardo della stessa associazione ricordano che «il monumento a Umberto I, nell'omonimo centrale corso cittadino, è documento storico-urbanistico e bene culturale della città di Caltanissetta; peculiare elemento della memoria collettiva della cittadinanza, realizzato ai primi del Novecento». Ricordano anche che «Statua e basamento sono stati organicamente ideati e firmati da Michele Tripisciano» e che l'art. 10 del Codice dei beni culturali e del paesaggio afferma: «Sono beni culturali le cose immobili e mobili appartenenti allo Stato, alle Regioni e agli altri enti territoriali, nonché ad ogni altro ente ed istituto pubblico e a persone giuridiche private senza fine di lucro che presentano interesse artistico, storico, archeologico o etno-antropologico» prevedendo pene per chi «senza autorizzazione demolisce, rimuove, modifica, restaura ovvero esegue opere di qualunque genere sui beni culturali indicati». Chiedono quindi: «Come è possibile che la Soprintendenza ai beni culturali e ambientali di Caltanissetta ha potuto legittimare, autorizzare, con l'assenso al progetto vincitore del concorso "La grande piazza", interventi di modifica-demolizione del basamento del monumento a Umberto I e la sua rimozione e traslazione?». Per cui affermano: «Se qualcuno intendesse comunque ostinarsi ad intraprendere azioni contrarie alla legge, alla storia e alla cultura e persino al buon senso comune, saremmo costretti a presentare un esposto alla Procura della Repubblica». L. S. 06102011