SAMARRA. Il grande minareto a spirale e alto 62 metri e vecchio di 1000 anni BAGDAD Il museo archeologico della capitale custodisce alcuni dei tesori più pregiati dell'arte sumera, assira e babilonese CHIPPUR Il tempio del dìo Enfii è uno dei siti più spettacolari del paese. BABILONIA Dell'antica capitale e delle sue meraviglie resta poco: ma i turisti accorrono a visitare uno dei luoghi più famosi della storia Già nella guerra del '91 alcuni importanti siti furono danneggiati: fra gli altri la famosa torre a gradoni di Ur e il museo di Bagdad NEW YORKIn Iraq ci sono centinaia di migliaia di aree archeologiche. Circa diecimila sono quelle individuate, ma solo una minima parte sono state già esplorate. Ciascuna di esse potrebbe modificare quello che sappiamo della storia umana: alcuni dei siti già esplorati hanno consentito di portare allaluce i villaggi e le città più antichi che si conoscano, nonché i primi esempi di scrittura. Tutto questo oggi è minacciato dal pericolo di una guerra imminente. Il timore degli esperti è che vadano distrutte migliaia di aree archeologiche, alcune già esplorate, altre ancora da individuare. A rischio ci sono anche alcuni dei più famosi gioielli architettonici del mondo: l'Iraq è infatti uno dei principali centri di arte e cultura islamica, ospita alcune delle prime architetture islamiche che ci siano giunte - come la Grande Moschea di Samarra e il palazzo di Ukhaidar nel deserto-ed è meta di numerosi pellegrinaggi a carattere religioso. Le tombe dell'Imam Ali e di suo figlio Hussein, fondatori del ramo sciita dell'Isiam, situate rispettivamente a Najaf e a Karbala, sono tra i luoghi più riveriti dai musulmani. Anche queste potrebbero essere distrutte o danneggiate in un eventuale conflitto. Qualcosa di simile è già avvenuto nella Guerra del Golfo: nel 1991 fu bombardato almeno uno tra i più importanti reperti archeologici del paese, l'immensa zigurrat- torre a gradoni -di Ur. Le scosse prodotte dalle esplosioni danneggiarono anche altre fragili strutture, come la grande volta di mattoni di Ctesifonte, e l'università di Mustansiriya a Bagdad, risalente al tredicesimo secolo. Oggi gli esperti sono preoccupati anche per altri gioielli. Ur, fiorita nel terzo millennio avanti Cristo e identificata dalla Bibbia come il luogo di nascita di Abramo. La struttura più spettacolare di Ur è la sua immensa zigurrat, la meglio preservata di tutto l'Iraq. Sebbene qui gli scavi siano molto avanti rispetto ad altri siti del paese, sono ben lungi dall'essere conclusi: ancora molti strati devono essere analizzati. Babilonia, (1700-600 a.C.) è ricca di reperti storici. Costruita sulle rive dell'Eufrate, fu capitale sotto Hammurabi, Nabucodonosor e Alessandro il Grande. In questo luogo sono già state scoperte quelle che si presume siano le monumentali rovine della Porta della dea Ishtar, della torre di Babele e dei Giardini pensili. Poiché ospitò gli ebrei in cattività, la città è un ricorrente e potente simbolo della narrativa giudaico-cristiana. Circa cento miglia più a sud, in questa stessa area meridionale dell'Iraq, si trova anche il sito di Nippur, un centro religioso molto importante che gli antichi babilonesi eressero in onore del dio Enlil. In questo luogo spettacolare è stata portata alla luce una pregiata serie di ceramiche pre-islamiche. Ninive, all'estremo nord, fu sede imperiale dei re assiri Sennacherib (circa 704-681 a.C.) e Assurbanipal (668-627 a.C.). Sono stati finora portati alla luce i palazzi reali, pieni di splendide sculture, e circa 20mila tavolette scritte a caratteri cuneiformi, provenienti dalla libreria personale di Assurbanipal. in questa città predicò il profeta biblico Giona. Dopo la guerra del Golfo, i palazzi furono saccheggiati delle loro sculture. Ninive è, secondo la World Monument WatchList tra i siti storici maggiormente a rischio nel mondo. Ctesifonte (100 a.C.900 d.C.) è una delle meraviglie dell'architettura mondiale. La sala centrale non è altro che un'intelaiatura, ormai, ma la sua splendida volta, alta 36 metri circa, con un diametro di circa 25, è tuttora integra. Le crepe apertesi nel 1991 sono state richiuse dagli archeologi iracheni, ma si teme che ulteriori scosse provenienti dai vicini teatri di guerra, possano farla crollare. Molteplici anche i tesori custoditi da Bagdad, la capitale che in tutti gli scenari è considerata lo scenario degli scontri più sanguinosi. Un tempo leggendaria perle ricchezze che ospitava, per la cultura e per la sua bellezza - molti dei racconti delle "Mille e una notte" sono ambientati in questa città - Bagdad è stata devastata molte voIte. Nulla ormai resta della sua originaria pianta circolare, ma i suoi superbi edifici tardo medioevali sopravvivono tuttora, inframmezzati da tombe, moschee, minareti, centri universitari, e il riverito tempio moschea di Kadhumain. La capitale ospita anche il più grande e fornito museo archeologico del paese, che annovera pregiati reperti dell'arte sumerica, babilonese e assira. Samarra, capitale della dinastia per breve tempo, abbonda di straordinari edifici islamici. Le rovine della Grande Moschea di Mutawakkil, uno dei più vasti edifici che siano mai stati eretti, risalente al nono secolo, giacciono appena fuori dalla città, con il minareto a spirale, simbolo dell'arte islamica, ancora integro. La città custodisce anche una delle più antiche tombeislamiche mai scoperte, il palazzo di uno dei primi califfi e l'unico ponte iracheno di mattoni, risalente al 1128. La terza città dell'Iraq, dopo Bassora, è Mosul, situata a nord del Tigri e poco visitata dagli studiosi occidentali. Mosul è anch'essa ricca di splendide architetture, tra le quali il minareto pendente dell'ormai distrutta moschea di Nur ad-Din. Anche questa città attrae molti pellegrini, che si recano a pregare sulle tombe dei santi musulmani e in alcuni dei primi monasteri cristiani, risalenti al quarto secolo. Nei musei di questa città si custodiscono importanti reperti antichi degli assiri, provenienti dagli scavi di Ninive, Khosabad e Assur. Dei principali monumenti situati al di fuori di centri urbani, il più antico è il palazzo fortificato di Ukhaidar, risalente all'ottavo secolo. Nessuno sa per quale ragione venne eretto in un luogo così isolato, maconogniprobabilitàle terre circostanti dovevano essere irrigate, coltivate e parzialmente strutturate in giardini. Il palazzo sembra infatti una piccola città in miniatura, capace di badare al proprio sostentamento. Da un punto di vista architettonico costituisce un importante esempio dello stile multiculturale da sempre definito cultura islamica, che in questo caso vede fondersi le influenze persiane, siriane e bizantine. «Se uno qualsiasi dei luoghi santi sciiti di Karbala, Najaf o Kadhumain dovesse essere colpito, c'è da attendersi una durissima reazione da parte dei musulmani di tutto il mondo», afferma Zainab Bahrani, nato in Iraq e docente di arte Islamica presso la Columbia University. «Equivarrebbe a gettare una bomba su San Pietro a Roma».