Il giorno dopo che il Fatto Quotidiano ha denunciato che la Velata di Raffaello sarebbe finita a bivaccare nella hall di un grande albergo di Montecarlo come una escort di lusso, il console monegasco a Firenze ha dichiarato che il Ballo del Giglio 2011 preferiva rinunciare a questa singolare iniziativa. Il diplomatico onorario ha anche spiegato che per lui Raffaello aveva la funzione di un mazzo di fiori, o di una scatola di cioccolatini: "Si era pensato di arrivare con un omaggio per la principessa, portando in trasferta un'opera d'arte del polo museale fiorentino". Che la forza di un'idea riesca ancora a fermare un'operazione di marketing è un buon segno. Lo è di meno che la dignità e l'incolumità di Raffaello non siano state garantite dal Polo museale fiorentino o dal Ministero per i Beni Culturali, ma solo da una gentile retromarcia del console. Pare che nessun funzionario del MiBAC ricordi l'articolo 66 del Codice dei Beni culturali, per cui "può essere autorizzata l'uscita temporanea dal territorio della Repubblica" delle opere dei nostri musei solo "per manifestazioni, mostre o esposizioni d'arte di alto interesse culturale". E, nonostante che Ballando con le stelle sia un programma di punta del servizio pubblico, spero che nessuno consideri tale il Ballo del Giglio. Lo stesso articolo dice che "non possono comunque uscire" i "beni che costituiscono il fondo principale di una determinata ed organica sezione di un museo": e non c'è dubbio che questo sia il caso della Velata per Palazzo Pitti. Ma, come sempre in questo Paese, la legge è carta straccia e già si sente dire che per volere del direttore per la Valorizzazione, Mario Resca nel 2012 la Velata starà per mesi a Pechino, e nel 2013 volerà in Giappone. Così il ministero di Galan riesce a sorpassare il mitico Scilipoti: quest'ultimo prevede di noleggiare le opere dei depositi, il primo noleggia già quelle esposte nelle sale.