Le riserve manifestate dal comitato scientifico del ministero sul progetto Schiavina Giovanni Carbonara: «La nuova opera chiude la visuale, si restauri l'esistente» VENEZIA Un progetto eccessivamente «invasivo» per la delicatezza del luogo, dove le stesse rampe sembrano «fuori scala» rispetto all'arcata, mentre i parapetti pieni, a differenza di quelli attuali, chiudono la visuale sulla città. Eccole le principali riserve che il comitato tecnico scientifico del ministero dei Beni culturali ha espresso nei confronti del progetto di nuovo ponte dell'Accademia presentato al Comune "a costo zero" dalla ditta Schiavina di Bologna. In attesa che il parere venga notificato in Comune, è lo stesso presidente del comitato, il professor Giovanni Carbonara, ordinario di restauro a Roma, ad anticiparne contenuti e suggerimenti: «La nostra proposta è quella di salvare il ponte attuale che fa parte dell'immagine urbana. La struttura, dopo l'intervento di rinforzo di una ventina di anni fa, è solida. Per il resto, potrebbe essere riparato con un legno adeguato, in modo da renderlo duraturo». Come si ricorderà, il nuovo progetto tutto in vetro, acciaio e pietra d'Istria, a firma degli architetti Giovanna Mar e Alessandro Maratta, aveva ricevuto un sostanziale via libera dalla Soprintendenza Venezia, che aveva però chiesto anche un parere dei suoi superiori. Di qui l'intervento del comitato ministeriale, interpellato a sua volta dalla Soprintendenza regionale. E il risultato è un parere di segno quasi opposto. «il nostro non è un parere negativo tranchant - tiene a precisare il professor Carbonara -. Invita a un ripensamento del segno che è molto forte, pieno, andrebbe alleggerito. Si tratta di un progetto invasivo rispetto alla realtà del luogo. Le grandi rampe sono fuori scala rispetto al piccolo segno del ponte. Questa idea poi di creare due corsie nettamente separate, una con scalini normali e un'altra a rampa per gli handicappati è un po' emarginante. Certo, resta il problema del superamento delle barriere architettoniche. Ma questo forse è un problema più generale che la città dovrebbe affrontare con una strategia urbana diversa, ripensando a tutte i collegamenti e individuando i ponti da rendere accessibili». Un'altra critica, sostenuta in particolare dalla Soprintendenza regionale, è quella dei parapetti pieni previsti dal nuovo progetto che chiudono la visuale, a differenza di quelli attuali in legno, molto più leggeri. Ed ecco l'invito a ripensare anche ad un possibile restauro del ponte attuale, con il suo rivestimento in legno. «Il legno va scelto con attenzione. Trovando l'essenza giusta e il giusto trattamento, può durare - conclude il professor Carbonara -. Si tratta di concentrarsi un po' di più su questo aspetto».
Venezia. Il ministero: Accademia, meglio restaurare il ponte attuale
Il comitato scientifico del ministero dei Beni culturali ha espresso riserve sul progetto di nuovo ponte dell'Accademia a Venezia, presentato dalla ditta Schiavina di Bologna. Il presidente del comitato, il professor Giovanni Carbonara, ha anticipato i contenuti del parere, che invita a un ripensamento del segno del progetto. Il progetto, che prevede un ponte in vetro, acciaio e pietra d'Istria, è considerato invasivo rispetto alla realtà del luogo e ha anche problemi di accessibilità. Il comitato ha anche criticato i parapetti pieni previsti dal progetto, che chiudono la visuale.
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