Legambiente: troppe attività commerciali Il Pirellone: polemica vecchia e infondata MONZA Villa Reale da gourmet. Le sale settecentesche del Piano Belvedere si trasformeranno in un grande ristorante a tre stelle. E le cucine? Al piano terra dell'ala nord: le vivande saranno portate a destinazione con un sistema di ascensori interni. E quanto prevede il "disciplinare per la gestione della villa", elaborato da Infrastrutture Lombarde Spa e allegato al contratto di concessione del monumento, che prevede interventi a più fasi per il restauro e la valorizzazione del complesso monumentale, dei suoi giardini e del parco. Per ora si parte dal recupero del corpo centrale dell'edificio del Piermarini i due piani nobili saranno destinati ad attività espositive, convegni, meeting, location per matrimoni, mentre il Belvedere, situato nel sottotetto, accoglierà l'alta ristorazione e il piano terra verrà adibito a bar caffetteria, bookshop, «spazi commerciali» e attività artigianali. A occuparsi della ristrutturazione - valore complessivo 23,5 milioni - sarà Italiana Costruzioni Spa, o meglio l'Ati (composta anche da Malegori Erminio Srl di Monza e Na.Gest.Global Service Srl), che ad aprile si è aggiudicata la gara di Infrastrutture Lombarde per la progettazione, restauro e gestione della Villa. E per questo compito l'Associazione temporanea d'impresa ha creato una società ad hoc: Nuova Villa Reale di Monza Spa. Un'operazione complessa, che rappresenta anche il primo caso italiano di project financing di una realtà culturale di questa rilevanza. Infatti una parte degli interventi verrà finanziata dal pubblico (17,2 milioni) e una parte dalla stessa Nuova Villa Reale di Monza Spa (6 milioni): l'apertura della villa è prevista per la primavera del 2014. E la nuova società si farà carico anche della gestione per i prossimi 22 anni, con un costo di 20 milioni e un canone annuo di 6omila euro. Ma sono proprio gli aspetti gestionali a scatenare reazioni polemiche, in primis di Legambiente che ha appena depositato il suo ricorso al Tar, sostenuto dei comitati per la salvaguardia del monumento. «Villa Reale è un bene che dovrebbe essere innanzitutto fruito dai visitatori - sostiene il presidente lombardo di Legambiente Damiano Di Simine - ma il rischio è che le attività commerciali diventino prevalenti. Nei documenti della Regione, più che delle visite al monumento si parla del ristorante di alta gamma». Immediata la replica del Pirellone che definisce «infondata e strumentale» questa polemica. La Villa Reale, insomma, «resta di proprietà pubblica» e il privato gestirà «i servizi necessari in ogni museo o dimora storica, con ricavi indispensabili perla manutenzione dell'immobile». Intanto, ora si parte dal recupero: la società concessionaria - che ha un elevato know how nei settori del restauro e della manutenzione - dovrà elaborare il progetto definitivo. «I lavori partiranno nel marzo 2012 dichiara Attilio Maria Navarra, presidente e ad di Italiana Costruzioni -. Vogliamo far tornare la Villa al suo fasto passato, restituendole il suo ruolo culturale. Pensiamo a mostre, concerti, eventi, senza prescindere dall'alta ristorazione perché anche questo è fare cultura. Tantopiù che oggi quell'area è in pessime condizioni. Le cucine al piano terra? E' presto per dirlo. In quell'area puntiamo a creare servizi e botteghe artigiane». «Inoltre - aggiunge - abbiamo costituito un comitato scientifico, presieduto da Gianfranco Dioguardi, di cui fanno parte Philippe Daverio, Paolo Massobrio, Stefano Gheno e Luisa Vinci: ora stiamo ragionando su come ottimizzare l'offerta». Non la pensa così la delegata del comitato "Villa Reale è anche mia": «E' singolare che il gruppo di esperti sia stato nominato dall'azienda e non da un organismo pubblico super partes - dice Bianca Montrasio -: in ogni caso, non siamo contro l'ingresso dei privati, ci mancherebbe. Anche noi vogliamo che la Villa venga restaurata. Infatti nel ricorso al Tar non abbiamo chiesto la sospensiva dei lavori». «Il problema - spiega - è che qui si attira il privato senza chiedere sufficienti garanzie per la fruizione culturale. Un esempio? In futuro si parla di un centro wellness al posto dell'Istituto d'arte Isa. Tra l'altro, se la villa non è ancora crollata, lo dobbiamo agli interventi di quella scuola».