In un blog si coinvolge la Misericordia, che però smentisce una sua presa di posizione Sui cieli di Laika, e dei reperti etrusco-romani rinvenuti durante lo scavo per il cantiere, si sta scatenando un inferno. Fatto anche a colpi di blog, contrari soprattutto a proseguire nei lavori per il nuovo stabilimento al Ponterotto. Uno di questi colpi, che impazzano in Internet, avrebbe coinvolto in un post su Facebook anche la Misericordia di San Casciano (che ha nettamente preso le distanze). Il tutto mentre sul caso interviene anche il gruppo Idv in consiglio regionale. Breve riassunto: in ordine alle vestigia della villa romana, la giunta di San Casciano con in testa il sindaco Massimiliano Pescini ha deciso, in accordo con il Ministero dei Beni Culturali e con Laika, di spostare i reperti ricostruendoli in un luogo pubblico vicino. Così, i lavori dello stabilimento possono andare avanti: "Ne va dell'occupazione di 300 persone", ha detto il sindaco. Contrari allo stabilimento da sempre, e adesso facendo leva sulla villa romana, Italia Nostra, Wwf, altre sigle ambientaliste e, in consiglio a San Casciano, Rc. E ora andiamo con ordine per le ultime cose accadute: la rete si è scatenata, in maniera incontrollabile. In una pagina, ora tolta, di pareri contrari al cantiere Laika sarebbe apparso il nome della Misericordia di San Casciano che ieri ha diffuso pubblicamente un documento in cui si prendono nette distanze, a firma del governatore Marco Poli: la Misericordia di San Casciano, "al fine di chiarire ed evitare fraintendimenti, intende sottolineare di non aver mai espresso ufficialmente alcuna posizione in merito al dibattito nato attorno alla dislocazione dello stabilimento Laika al Ponterotto, e disconosce con fermezza la presunta adesione al movimento di protesta contrario all'insediamento, avvenuta tramite Facebook. La Misericordia - conclude la nota di Poli - auspica che la questione trovi al più presto una soluzione che soddisfi gli interessi dell'azienda, dei lavoratori e di tutta la comunità". Capitolo Regione: Idv ha spiegato di essere contraria allo stabilimento. "I lavoratori non devono essere uno scudo umano", hanno affermato i consiglieri Marta Gazzarri e Marco Manneschi, rispettivamente capogruppo e vicecapogruppo in consiglio regionale. «Con tutti i capannoni abbandonati, con tutte le zone industriali inutilizzate - continuano i consiglieri - dovevano passare 10 anni per trasferire lo stabilimento Laika in una zona di grande interesse archeologico, con reperti etruschi e romani. Ora dunque si mette fretta, quando per tutti questi anni si è atteso che per l'appunto si rendesse disponibile il solito terreno agricolo». «Ci auguriamo dunque - concludono i consiglieri - che venga trovata una soluzione rispettosa dei giacimenti culturali, del diritto dei lavoratori e dell'azienda allo sviluppo dei programmi produttivi».
San Casciano. Caso Laika, ora la protesta dilaga sul web
La Misericordia di San Casciano ha smentito una presunta presa di posizione contro lo stabilimento Laika al Ponterotto, affermando di non aver espresso alcuna posizione ufficiale sul dibattito. Il sindaco Massimiliano Pescini ha deciso di spostare i reperti della villa romana in un luogo pubblico vicino, consentendo così la prosecuzione dei lavori. Italia Nostra, Wwf e altre sigle ambientaliste si sono opposte allo stabilimento, mentre il gruppo Idv ha spiegato di essere contraria allo stabilimento, affermando che i lavoratori non devono essere uno scudo umano. La questione è stata oggetto di dibattito, con la rete si è scatenata in maniera incontrollabile.
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