Il Comune: «Il ministro metta i soldi e togliamo i cartelloni» «Indagine del ministero? Non ne so proprio nulla. Sono a Roma per un corso obbligatorio di aggiornamento, non ho notizie. Quanto alle pubblicità, quello che dovevo dire l'ho detto. Credo di aver fatto solo il mio dovere, cercando sponsor per tutelare monumenti che in alcuni casi avevano bisogno di interventi urgenti». Nel mirino del nuovo ministro Giancarlo Galan e del suo consigliere Franco Miracco per via dei cartelloni degli sponsor a San Marco, la soprintendente Renata Codello non accetta la polemica. Questione di cui si parla ormai da anni, quella dei cartelloni pubblicitari. Invasivi e in alcuni casi «impattanti» anche se provvisori. Come quello del Ponte dei Sospiri, finito sui giornali di mezzo mondo. Obiettivo delle associazioni, in testa Italia Nostra, e di molte istituzioni culturali. Il Comune ha sempre difeso, prima con Massimo Cacciari e ora con Giorgio Orsoni, la politica avviata dalla soprintendente Codello sulle «sponsorizzazioni». «Brutte? E i soldi dove li troviamo? Ce li danno loro? Se paga il governo le togliamo, non c'è problema», ripeteva Cacciari. Stessa linea per il nuovo sindaco Giorgio Orsoni. «Se il ministro Galan mette i fondi le togliamo subito», aveva replicato nell'inverno scorso, all'epoca delle prime «esternazioni» del nuovo ministro. Che nel giugno scorso aveva annunciato «nuove regole per le sponsorizzazioni». Ma non è successo ancora nulla. I fondi dal ministero non arrivano, le maxipubblicità continuano, dato che gli sponsor sono quasi l'unica fonte per continuare i restauri. E la polemica non si ferma. Con l'inusuale attacco del ministro che dovrebbe garantire i fondi ai suoi dirigenti periferici che li cercano tra gli sponsor. La Codello non accetta polemiche. Ma ricorda come solo grazie ai privati sia stato possibile negli ultimi anni portare a compimento alcuni restauri importanti, come quello di palazzo Giustinian Lolin sul Canal Grande, e poi parti della Marciana e della Zecca, l'Ala Napoleonica, palazzo Ducale e il seminario della Salute inaugurato dal patriarca e dal papa. «Risultati incontestabili», dice la Codello. Ma il ministro e il suo consigliere, a quanto pare, la pensano diversamente.