Nel Dpef le cifre della grande crisi Palermo. L'Ars ha affrontato il dibattito sul Dpef alla presenza di una decina di deputati quasi tutti di opposizione. Ad un certo punto sono apparsi deserti i banchi del Pd. Escluso che possa trattarsi di coda dell'Aventino, non resta che attribuire questo quasi vuoto più che ai malpancisti del Pd alla ormai spaccatura verticale dello stesso partito. Eppure, il Dpef è un documento fondamentale che traccia il programma del governo per il prossimo triennio e su cui si modella la manovra finanziaria. Vedremo oggi, in occasione del voto quanti saranno i presenti. Le opposizioni hanno definito il documento «falso», Leontini (Pdl); «copia ed incolla», Falcone (Pdl); «inutile», Beninati (Pdl); «privo di strategia economico- finanziaria, Caronia (Pid), mentre Scilla (Fds) ha denunziato l'impegno di spesa appena al 10 dei fondi europei. L'unico deputato della maggioranza è stato Calanducci (Mpa) che ha chiesto alcuni chiarimenti all'assessore Armao. Relatore il presidente della Commissione Bilancio Savona. Nel documento si rileva che nel prossimo triennio la Regione è chiamata ad una politica di rigore, funzionale al nuovo ruolo in cui è proiettata la sua amministrazione. Si sottolinea quindi che diventa cruciale la prospettiva di un ammodernamento istituzionale ed amministrativo in cui la Regione deve essere pronta a recepire benefici e opportunità. Ma la base di partenza è complessa e segnata da cifre preoccupanti. In Sicilia si registra una limitata crescita del Pil che nel 2010 segnava 0,5, sebbene fosse più positiva rispetto al meno 2,9 del 2009. La crescita decennale del Pil in Sicilia è stata dello 0,4. I consumi delle famiglie siciliane, nell'ultimo decennio, hanno registrato una crescita annua di appena lo 0,1 che si colloca tra il calo del Mezzogiorno pari a meno 0,1 ed il maggiore incremento a livello nazionale che si attesta sullo 0,3 . E per quanto riguarda il biennio 2008-2009 si è manifestata in Sicilia una riduzione di meno 4,6 punti percentuali in ogni caso più grave di quella del Mezzogiorno che si attesta sullo 0,6 per cento e dell'intero Paese che risulta pari all'1. Dal 2008 la variabile esplicativa dell'occupazione si è ridotta di oltre 3 punti percentuali mentre quella del reddito disponibile al netto dell'inflazione ha segnato solo un solo punto in più. Gli investimenti fissi lordi in Sicilia totalizzano una variazione media annua negativa dell'1 che rappresenta nel decennio il trend peggiore dell'andamento nel Mezzogiorno (meno ,1) e dell'Italia (0,0 ). Nella nota esplicativa del Dpef si rilevava che ciò è dovuto in parte al «declinare di fiducia che ha caratterizzato negli anni recenti il settore manifatturiero, soprattutto nel calo del volume di spesa pubblica destinata allo sviluppo». Per il risanamento del sistema Sicilia, quindi, si indicano quattro direttrici dello sviluppo: mercato, investimenti, legalità e lavoro. E si guarda con molta attenzione all'iniziativa privata e alla fine della disastrosa esperienza della Regione imprenditrice. Intanto, con 9 voti favorevoli su 14 passa alla quarta commissione dell'Ars il ddl, proposto da Paolo Ruggirello (Mpa), sul «recupero e la valorizzazione delle coste siciliane». Secondo Ruggirello, si tratta di un ddl che «provvede a un riordino complessivo delle fasce costiere siciliane, sia dal punto urbanistico che ambientale, laddove si andrebbe a regolamentare la presenza di edifici che risultano abusivi e consentirebbe la valorizzazione delle aree in stato di abbandono. Non si tratta di una sanatoria». Di parere opposto Giuseppe Castiglione (Pdl): «Assistiamo all'ennesimo tentativo di rovinare la Sicilia. Di fatto, si sanerebbero le case nella fascia dei 150 metri dal mare. Il Pdl ha espresso parere contrario in Commissione e farà lo stesso in Parlamento», aggiunge Castiglione, che chiede «in questa smania del Governatore Lombardo di distruggere l'intera Regione, adesso anche deturpando il suo paesaggio, dov'è finito il Pd, innaturale alleato dell'Mpa, e la sua sbandierata foga ecologista?». 05102011
SICILIA - Abusivismo sulle coste, è polemica. Approvato in commissione il ddl per recupero e valorizzazione dei litorali
Il Dpef della Regione Sicilia è stato discusso al Parlamento. I deputati hanno espresso opinioni diverse sul documento, che traccia il programma del governo per il prossimo triennio e su cui si modella la manovra finanziaria. Le opposizioni hanno definito il documento falso e hanno criticato la politica di rigore e la mancanza di strategia economica e finanziaria. Il presidente della Commissione Bilancio Savona ha presentato il documento e ha sottolineato l'importanza di un ammodernamento istituzionale e amministrativo. La Regione Sicilia è chiamata ad una politica di rigore e deve essere pronta a recepire benefici e opportunità.
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