La presenza di Confindustria, attraverso Assafrica Mediterraneo, l'associazione per i rapporti economici con i paesi della sponda africana e mediorientale dei Mare Nostrum, alla recente Borsa mediterranea del turismo archeologico di Paestum, ha evidenziato come le risorse dell'archeologia costituiscano anche un'opportunità di sviluppo economico, in grado di creare posti di lavoro e nuove professionalità nel turismo, nella logistica, nelle attività culturali, nelle tecnologie digitali ecc. La valorizzazione dei principali siti archeologi di quei paesi, ma anche di molti siti specie nel Meridione d'Italia, presuppone infatti la costruzione di strade, aeroporto strutture turistico-ricettive e l'erogazione di diversi servizi, che sono alla base della filiera del turismo archeologico. Nel nostro paese, inoltre, soprattutto in seguito all'emanazione del di n. 422004, il cosiddetto codice dei beni culturali e del paesaggio, si sono ampliate le possibilità d'intervento dei privati anche nella gestione di servizi e attività di vario genere, sia all'interno dei musei e dei siti archeologici sia all'esterno e a favore di essi. Stando a uno studio dell'Isfol, le professionalità più richieste riguarderanno figure di alto profilo culturale come archeologi, architetti, geologi, paleontologi, storici dell'arte, archivisti, restauratori, manager culturali; ma anche produttori e organizzatori di eventi culturali, mostre ed esposizioni, addetti al marketing, esperti nella didattica e nelle attività formative, tecnici per la creazione di software per l'archeologia computazionale o per la ricostruzione virtuale dei siti, come la Digigraf di Napoli, che collabora con Rai e Mediaset per trasmissioni come Super Quark, Gaia, GeoGeo. Tutte queste professioni e attività hanno trovato riscontro fra gli stand della Borsa di Paestum, come la cooperativa «La memoria storica» di Cagliari, le cui attività spaziano dalla programmazione e realizzazione d'interventi per la valorizzazione di musei e aree archeologiche al riordino informatizzato di archivi pubblici e privati, dalla catalogazione del materiale librario e documentario all'organizzazione di iniziative culturali. La cooperativa, che da lavoro a 150 persone nei periodi di punta, è inoltre collegata ad alcuni consorzi di operatori turistici in tutta la Sardegna, a favore dei quali realizza anche progetti di promozione. Sempre in Sardegna, tra i consorzi più attivi nella valorizzazione dei beni culturali e archeologici si segnalano «L'Altra Sardegna», che a sua volta comprende decine di operatori e di enti locali, e «Sa Corona Arrubia»: fra tutti, occupano centinaia di addetti. Sono invece 16 le socie, tutte donne, della cooperativa «Leucotea» di Ascea (Sa), solo quattro i soci della cooperativa «II Betilo», di San Vito Romano: tutte e tutti con alta formazione umanistica, che svolgono attività di gestione, assistenza e accoglienza nei siti culturali, oltre che di progettazione e coordinamento di eventi e manifestazioni, collaborando anche con i t.o. per l'ideazione di itinerari, viaggi ed escursioni a carattere culturale. Migliaia sono la guide turistiche italiane, secondo la presidente dell'associazione nazionale, Marcella Bagnasco, che vivono grazie alle immense risorse archeologiche del nostro paese. Sibilla tour è invece un piccolo t.o. di Arcofelice (Na), che nei primi sei mesi di attività ha portato 3 mila turisti a visitare la città sommersa di Baia, che gestisce in esclusiva. Alla Borsa di Paestum era presente anche una piccola'banca locale: la Banca di credito cooperativo di Capaccio, che, attraverso interventi di finanza agevolata, favorisce e aiuta la microimprenditorialità giovanile nella valorizzazione delle risorse archeologiche del Salernitano. Forse quelli che meno si accorgono delle straordinarie opportunità di lavoro che può offrire il turismo archeologico del nostro paese sono proprio i nostrani t.o., tranne ovviamente poche piacevoli eccezioni, che in genere si limitano a organizzare viaggi a domanda da parte di Crai, archeo-club e associazioni culturali varie, invece di fare gli imprenditori dell'incoming del turismo archeologico e culturale del nostro paese.
Archeoturismo: dà lavoro ma pochi lo sanno
La presenza di Confindustria alla Borsa mediterranea del turismo archeologico di Paestum ha evidenziato l'opportunità di sviluppo economico che l'archeologia costituisce. La valorizzazione dei siti archeologici può creare posti di lavoro e nuove professionalità nel turismo, nella logistica e nelle attività culturali. In Italia, la valorizzazione dei beni culturali e archeologici può essere favorita anche dai privati, grazie al codice dei beni culturali e del paesaggio. Uno studio dell'Isfol ha evidenziato le professionalità più richieste nel settore, come archeologi, architetti e storici dell'arte.
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