Ci sono tanti esempi di questa regione appagata dal suo passato ma questo modello si mangerà il lavoro, poi la rendita consumerà il territorio Laltro giorno i lavoratori della Laika hanno scioperato per partecipare al consiglio comunale di San Casciano dove si discuteva una mozione per bloccare la realizzazione del nuovo stabilimento. Il cantiere è stato sospeso perché durante i lavori sono stati trovati resti etruschi e romani. Il Comune ha presentato un progetto, conforme alle norme utilizzate in casi analoghi e approvato dalla direzione regionale e dal comitato scientifico dei Beni culturali e dalla soprintendenza che partecipa alla sua realizzazione, per trasferire i reperti in luogo idoneo a garantirne valorizzazione e tutela. Lazienda contribuirà con risorse economiche. Al Comune e alla Regione spetterà la successiva valorizzazione. Nonostante ciò, un consigliere ha presentato una mozione per fermare tutto. Ha preso solo il suo voto ma intanto un Comitato ha scritto al mondo perché si fermi «lo scempio», è stata presentata uninterrogazione parlamentare e un quotidiano cittadino ha titolato: «Sciopero contro gli Etruschi». Sono più di 10 anni che si va avanti così, con continui ricorsi contro qualsiasi decisione delle amministrazioni alla magistratura penale e civile, al Tar, alla Corte dei Conti e al presidente della Repubblica. Tutti persi dai ricorrenti per la correttezza delle procedure. Intanto unindustria innovativa è costretta a lavorare sotto leternit e su più siti tanto che per completare i prodotti ci si deve spostare in auto. I costi produttivi e ambientali di questa situazione pesano sulle 230 persone occupate e sulle altre (più del doppio) dellindotto. Le quali hanno scioperato: per il lavoro, la legalità, lambiente. Per tutto questo è tempo di scegliere. La proprietà della Laika, una multinazionale tedesca, ha deciso di uscire dalla Borsa per recuperare risorse da investire, privilegiando leconomia produttiva rispetto a quella finanziaria. Pensiamo di tutelare lambiente scoraggiandola a investire in Toscana? E una domanda strategica perché la scelta di San Casciano non sarà ininfluente per lattrattività regionale. Non cè solo la Laika. A Firenze si è demonizzato la tramvia. A Rosignano lintegrazione fra il ciclo industriale e il rigassificatore. A Massa cè chi si è scagliato contro linvestimento del Nuovo Pignone, ignaro del fatto che consente occupazione e la realizzazione di uno dei progetti energetici ambientalmente più avanzati: limpianto di Gorgon in Australia. Ovunque con lo scopo di dissuadere gli investimenti. Potremmo fare altri esempi di questa Toscana appagata che crede di non aver bisogno di un futuro perché ha ciò che serve nel passato. Dimentica che quello che ci è stato consegnato è un equilibrio di saper fare, innovando e tutelando il paesaggio. Non abbiamo nulla contro gli Etruschi, popolo gaudente e laborioso. O contro lambientalismo, perché siamo convinti che la sostenibilità è la frontiera obbligata dello sviluppo. Ma non un alibi per fermarlo. Perciò non ci convincono coloro che vedono la Toscana unicamente come terra del buon ritiro, e non regione dove investire. Questo modello prima si mangerà il lavoro ma poi la rendita consumerà il territorio offrendo magari in cambio qualche lavoretto a giornata, rigorosamente al nero, perché il buon lavoro, si sa, un po costa. Lautore è segretario generale della Cgil Toscana