L'alleanza in Senato per i Beni culturali: un gioco di squadra basato sulla stima reciproca «CARO PRESIDENTE». E' il 15 novembre 1983 e Renato Guttuso scrive la lettera inedita che qui trascriviamo a Giovanni Spadolini, accompagnandola con un dono prezioso: il primo "abbozzo" del celebre dipinto che ritrae Garibaldi impegnato nella battaglia alle porte di Palermo, fase finale dell'impresa dei Mille, dedicato dal pittore siciliano al nonno, ufficiale garibaldino. «Ti ringrazio della bella introduzione che hai accettato di sostenere per il libro sulla 'Battaglia di Ponte Ammiraglio' è il testo della lettera -. Il libro mi sembra riuscito e documenta bene la sua storia. Spero piaccia anche a te. E spero che vorrai accettare come segno della mia gratitudine questo disegno. Si tratta del primo disegno d'insieme del quadro, e perciò ha un posto fondamentale nella genesi del dipinto. Mi dispiace di non vederti mai, ma è logico che sia così, dato che tu sei uno degli uomini più impegnati d'Italia. Con molta cordialità ti saluto. Renato Guttuso». "LA BATTAGLIA di Ponte dell'Ammiraglio": l'ultimo grande quadro dedicato all'epopea risorgimentale, datato 1951-52 (oggi conservato agli Uffizi), un ponte fra primo e secondo Risorgimento, con il volto di protagonisti della guerra di Spagna (Vittorio Vidali) e della lotta partigiana (Luigi Longo) "prestati" nella grande tela ai garibaldini in camicia rossa del 1860. Il legame di reciproca stima e amicizia fra Guttuso e Spadolini - ricostruito nel fascicolo di prossima pubblicazione di "Nuova Anologia" - era antico e si era consolidato in parlamento, fra 1976 e 1979, nel comune lavoro in seno alla Commissione Istruzione del Senato della Repubblica, di cui Spadolini era presidente. Esemplare l'impegno di Guttuso senatore: presente e partecipe ai lavori, interveniva spesso nei dibattiti, con brevi ma approfondite considerazioni, ed accettava di buon grado di far parte dei comitati ristretti o delle sottocommissioni, generalmente sfuggite dai parlamentari di maggiore notorietà. IL SOSTEGNO di Guttuso era stato assai utile per Spadolini già nella fase di nascita e avvio del Ministero per i beni culturali, fra 1974 e 1975. Guttuso aveva appoggiato con tutto il suo prestigio il nuovo organismo, convinto della necessità di una difesa "nazionale" del patrimonio, senza mai indulgere alle suggestioni pan-regionalistiche allora assai diffuse. Preoccupazioni per un eccessivo "decentramento" che Guttuso espresse al XIV congresso del PCI, nelle cui file sarebbe stato eletto nel 1976. Offriva così l'opportunità al ministro di chiarire contenuti e obiettivi, e la successiva replica dell'artista richiamava l'attenzione dell'opinione pubblica su temi e problemi del neonato Ministero, che non avrebbero avuto altrimenti adeguato risalto nei media. Fu un arguto "gioco delle parti": di comune intesa, Guttuso avanzava provocatorie riserve e Spadolini spiegava come superarle. Il pessimismo di Guttuso era comunque radicato, poco coinvolto dall'entusiasmo e dall'ottimismo di Spadolini. Pure riconoscendo la "buona volontà" del ministro fondatore, il pittore siciliano esprimeva forti riserve sull'impegno del potere politico in un settore (quello dei beni culturali) ritenuto dai partiti "scarsamente redditizio". «CI SONO uomini politici e di governo che credono, più o meno consciamente, che al settore del patrimonio artistico non sia utile fornire mezzi adeguati perché tali spese sarebbero elettoralmente improduttive».
E Guttuso aiutò Spadolini a fondare il ministero
Il 15 novembre 1983, il senatore Renato Guttuso scrive una lettera inedita a Giovanni Spadolini, presidente della Commissione Istruzione del Senato della Repubblica. La lettera è accompagnata da un disegno del quadro "La Battaglia di Ponte dell'Ammiraglio", che Guttuso aveva creato per il ministro. Il quadro, datato 1951-52, rappresenta i protagonisti della guerra di Spagna e della lotta partigiana "prestati" ai garibaldini del 1860. Guttuso e Spadolini avevano un legame di reciproca stima e amicizia, che si era consolidato nel 1976-1979 nel comune lavoro in seno alla Commissione Istruzione.
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