Il monito non poteva essere più incisivo: «Ricordati di salvare l'Italia». Salvare l'Italia dal degrado, dall'incuria in cui versano molti luoghi d'arte, dall'indifferenza di cui spesso si rendono responsabili le istituzioni nei confronti dei monumenti, delle chiese, del nostro patrimonio culturale. Per dare una mano, tutti, il Fai, Fondo per l'ambiente italiano, lancia per l'intero mese di ottobre una campagna nazionale di raccolta fondi, pubblicizzata da uno spot altrettanto ad effetto: un padre e un bambino di spalle davanti all'infinito delle colline toscane (sullo sfondo Pienza), e il commento: «Un giorno tutto questo sarà tuo». Ci sono tanti modi per aderire, donando 2 euro con l'invio di un sms da cellulare personale al numero 45506, o con una chiamata da rete fissa Teletu, o altrimenti 5 o 10 euro, chiamando da rete fissa Telecom, Infostrada, Fastweb, Tiscali. Nelle 600 filiali della Banca popolare di Vicenza si potrà richiedere la carta prepagata ricaricabile «Carta Fai»: 5 euro per ogni tessera emessa e una percentuale delle commissioni sulle spese svolte saranno devoluti alla Fondazione. Ancora, aderiscono all'«offensiva per la cultura» gli ipermercati Iper, La grande i, le catene U! e U2, i negozi Leroy Merlin, gli alberghi del Gruppo Accor, i negozi Fnac, Lierac. Sabato 15 e domenica 16 ottobre «Fai festa alla piazza» in tante piazze italiane; il 22 e il 23 il messaggio sarà diffuso sugli spalti delle partite di serie A; mercoledì 12 no stop per il Fai su Radio Capital e Radio Deejay. «Bisogna tutti insieme ritrovare l'orgoglio di quello che siamo e trasformare i nostri tesori in risorse per lo sviluppo» l'appello in conferenza stampa, a Roma, di Ilaria Borletti Buitoni, presidente del Fai. Al collo, anche lei, il fazzoletto a tinte verdi e arancione che alcuni personaggi noti (Roberto Bolle, Lucio Dalla, Monica Guerritore, Carlo Verdone e tanti altri) invitano ad annodare in uno spot che verrà trasmesso delle tv, in maniera da non dimenticare... Insomma, far finta di nulla sarà veramente impossibile, anche perché gli italiani, lo dimostra una ricerca di Human Highway per il Fai, sono sempre più sensibili, e si arrabbiano, davanti ai monumenti feriti (nel cuore di tutti il Colosseo, poi Duomo di Milano, Basilica di San Pietro, Pietà di Michelangelo). Lo si è visto all'indomani del crollo a Pompei. «Un giorno bellissimo ha commentato per paradosso Marco Magnifico, vicepresidente esecutivo Fai , perché finalmente ci siamo chiesti "Chi ci sta portando via l'Italia? Che ne sarà del nostro patrimonio?"». Non meno polemico Andrea Carandini, alla guida del Consiglio superiore dei beni culturali: «Se il presidente del Consiglio si occupa di tutto fuorché di cultura, questo rende ancor più complicata l'azione del ministero, che si sta battendo contro possibili tagli. Ce la farà?». Intanto, non si fermano questi piccoli miracoli del Fai, che dal '75 ad oggi ha investito in restauri 67 milioni di euro, conta su 7.000 volontari in tutta Italia e annuncia per novembre l'apertura al pubblico del Bosco di San Francesco ad Assisi, «nonostante la crisi».
Dai monumenti alle chiese. Un sms per salvare i tesori italiani dal degrado
Il Fai, Fondo per l'ambiente italiano, lancia una campagna nazionale di raccolta fondi per l'intero mese di ottobre per salvare l'Italia dal degrado e dall'indifferenza nei confronti dei monumenti e del patrimonio culturale. La campagna prevede diversi modi per aderire, tra cui donare 2 euro con un SMS, chiamare da rete fissa o acquistare una carta prepagata ricaricabile. Gli ipermercati Iper, La grande i, le catene U! e U2, i negozi Leroy Merlin, gli alberghi del Gruppo Accor, i negozi Fnac, Lierac e altri negozi parteciperanno all'offensiva per la cultura.
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