Polemica oltre confine. Dopo il taglio di fondi deciso dal Consiglio comunale Proteste e testimonianze dal mondo accademico e istituzionale di tutta Italia Il Consiglio comunale taglia i fondi per l'Inda e il Centro internazionale di studi per il barocco. E scoppia la polemica. La quale varca i confini sia comunali che provinciali. Intanto perchè si aggrediscono due istituzioni chiave della cultura sul territorio. E poi perchè i fondi comunali non sono contributi bensì quote associative. Sono stati quindi violati degli obblighi. I quali sul Comune gravano per le norme che regolano le fondazioni nel caso dell'Inda, per atto costitutivo e statuto nel caso del Centro per il barocco. L'Inda è infatti una fondazione, il Centro del barocco un'associazione costituita da Comune, Provincia e Camera di commercio. La felice intuizione dei tre enti promotori e fondatori è stata successivamente raccolta anche dai Comuni di Noto, Ragusa e Scicli, i quali hanno aderito all'Associazione. Uno dei soci può anche decidere di uscire dalla fondazione e dall'associazione. Ma rispettando determinate norme e procedure. Non certo per semplice decisione unilaterale. In difesa del Centro del barocco si sono levate le voci dei professori Paola Pelagatti, già soprintendente ai Beni culturali di Siracusa e oggi accademica dei Lincei, Carlo Truppi, preside della facoltà di Architettura di Siracusa, Marcello Fagiolo de La Sapienza, Cesare De Seta dell'Università di Napoli, Angela Marino della Università dell'Aquila e dell'attuale soprintendente di Siracusa Concetta Criurcina. Tutto questo accade proprio mentre la politica si riempie la bocca di valorizzazione del vasto patrimonio di beni culturali di questa città e di nuovo sviluppo derivabile dai beni culturali. E mentre Siracusa si candida a diventare capitale della cultura nel mondo. Tra i bei culturali il barocco è una eccellenza riconosciuta dall'Unesco. Ed è un patrimonio che il Centro internazionale di studi sul barocco da oltre 25 anni contribuisce a far conoscere e a promuovere: fin da quando il barocco evocava soltanto l'idea di un patrimonio in estremo degrado. E il Centro è riuscito a coinvolgere studiosi di tutto il mondo per la salvaguardia del barocco. Oggi tutelato dall'Unesco. Anche grazie all'impegno del Centro. Far parte della lista non è solo una targa da affiggere da qualche parte: è l'impegno delle istituzioni locali a promuovere una politica di valorizzazione del patrimonio, che coinvolga tutti i soggetti competenti. Ma la politica rimane assente. E quando batte un colpo provoca danni. Ora il Centro internazionale di studi sul barocco rischia di cessare la sua attività, che potrebbe esser trasferita in altra sede. L'Associazione Centro internazionale di studi sul barocco in Sicilia nasce nel 1984, grazie all'azione congiunta del Comune di Siracusa, della Provincia Regionale e della Camera di Commercio. Nel 1999 muta la denominazione in Centro internazionale di studi sul barocco. La finalità statutaria è contribuire alla valorizzazione del patrimonio della cultura barocca del territorio siciliano del periodo '500-'700 attraverso la conoscenza, lo studio, il rilevamento, la catalogazione e la divulgazione di questo patrimonio. 04102011
SICILIA - Barocco, il Centro rischia di chiudere
Il Consiglio comunale di Siracusa ha tagliato i fondi per l'Inda e il Centro internazionale di studi per il barocco. Questa decisione ha scatenato una forte polemica sia a livello comunale che provinciale. I fondi non sono contributi, ma quote associative, quindi sono stati violati gli obblighi del Comune. L'Inda è una fondazione e il Centro del barocco è un'associazione costituita da Comune, Provincia e Camera di commercio. In difesa del Centro del barocco si sono levate le voci di professori e accademici. Il Centro è stato fondato nel 1984 e ha contribuito alla valorizzazione del patrimonio barocco siciliano.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo