ASSOCIAZIONE PARCO SANT'ANNA Sorprende e, per certi versi inquieta, il coro di commenti rilassati sulla relazione per la variante urbanistica. Anche il presidente della Provincia, forse basandosi più sul "sentito dire" che sull'attenta lettura, ha voluto rallegrarsi per quella che, anche se giudicandola tardiva, egli comunque considera una "inversione di tendenza con l'azzeramento del progetto del parco di S. Anna". In realtà il documento non solo non fa morire il Progetto Norma 5 (contenente, tra l'altro, la previsione di un piano Attuativo sui terreni della Società Valore spa), ma addirittura ne indica le condizioni di possibile evoluzione e rilancio, mediante "riproposizione dell'intervento stesso attraverso il suo inserimento nel regolamento urbanistico" nel quale "dovrebbe essere esplicitato che il nuovo piano attuativo potrebbe essere adottato solo dopo la predisposizione della richiesta di Vas o VI". Questa volta pare basti una "o", accuratamente posizionata in sostituzione di una "e", per farsi beffa, in un sol colpo, di Provincia e Regione Toscana. Quest'ultima, infatti, aveva inviato al Comune le proprie osservazioni specificando che i provvedimenti assunti senza la previa Valutazione Ambientale Strategica (Vas) sono annullabili per violazione di legge. Nonostante il preciso avvertimento della regione Toscana e dopo l'apertura di un procedimento penale il Comune - a quanto pare - ci riprova. Basterà, sembra suggerire la documentazione predisposta dal dirigente comunale, che Valore spa riproponga un nuovo piano attuativo questa volta contenente un dimensionamento ad esempio per servizi terziario-direzionali, corredato da una richiesta di Valutazione Integrata (VI), la quale potrebbe esser fatta valere, qualora si formassero condizioni politiche sufficientemente indulgenti, al posto (ecco a cosa serve la "o" al posto della "e") della procedura Vas. Intanto la Provincia, alla quale già dal 2009 il Piano paesaggistico regionale, aveva demandato il preciso compito di identificare gli ambiti territoriali di riconosciuto "valore ecologico" e di quelli con "valore di raccordo tra ecosistemi", che segnino "discontinuità edilizie di valore naturalistico", invece di indicare sulla cartografia i vincoli di rispetto dei "parchi urbani" che sarebbe ancora possibile salvare, si perde in facili quanto sterili polemiche sul "cemento" ormai "versato".