La Cassazione conferma il provvedimento della procura, costruttori sul piede di guerra Sistema Parcheggi "Se lopera non si poteva realizzare, paghi il Comune che lha voluta" La Cassazione conferma il sequestro del cantiere nel parco dellAcquasola. Per il progetto dellautosilos è probabilmente la pietra tombale. Ma i costruttori annunciano cause civili contro il Comune che li ha autorizzati a lavorare laddove, secondo i giudici, non avrebbero potuto farlo a causa dei vincoli ambientali e paesistici. E intanto la procura allarga le indagini agli uffici comunali e alla soprintendenza. La Cassazione conferma il sequestro del cantiere per lautosilos deciso dalla procura a marzo, e i costruttori si preparano ad una definitiva ritirata dal parco dellAcquasola che non sarà, però, incruenta. «Se il reato è quello di aver destinato ad un parcheggio unarea in cui non si poteva costruire, allora chi ha preso questa decisione è stato il Comune e i miei assistiti intendono agire in sede civile contro lamministrazione per chiedere i danni» annuncia lavvocato Mario Scopesi che tutela la società Sistema Parcheggi. Dal canto suo, il sindaco Marta Vincenzi, seppur con toni diplomatici non nasconde la propria soddisfazione: «La Cassazione - dice - ci da indirettamente ragione, abbiamo sempre sostenuto che quel park era ormai anacronistico e sbagliato». Il consigliere Manuela Cappello chiede una decisione in tempi rapidi: «E ormai tempo che il Comune decida di revocare la concessione». Il sindaco risponde: «Nei prossimi giorni, con gli uffici decideremo il da farsi, quanto ad un eventuale causa civile la Sistema Parcheggi forse farebbe meglio a pensare a sedersi ad un tavolo e discutere eventuali alternative, noi siamo sempre disponibili. Cantano naturalmente vittoria le associazioni e i loro portavoce che da anni lottano contro il progetto del park: Italia Nostra, Legambiente, i Verdi, il Comitato dellAcquasola rappresentato dallavvocato Vincenzo Lagomarsino che chiede «il ripristino della situazione preesistente in modo da recuperare finalmente il parco alla cittadinanza». La decisione della Cassazione potrebbe anche portare a repentini sviluppi dellindagine del pm Francesco Cardona Albini. Il magistrato aveva contestato allunica indagata, la rappresentante legale della società due reati. Il primo è quello di abuso edilizio perché il pm, ipotizzando un vizio dorigine della concessione (deriva da atti di venti anni fa oggetto dindagine della tangentopoli genovese e per i quali vi fu una condanna definitiva per concussione) ritiene che il cantiere non abbia autorizzazione; il secondo è per violazioni al Codice dei Beni Culturali, per aver compromesso, con scavi e taglio degli alberi, lintegrità di un parco storico considerato «monumento vivente». Il sequestro è stato concesso per questa seconda contestazione ma nel suo decreto, il gip Silvia Carpanini addebitava la mancata protezione del parco alla «negligenza manifestata dai soggetti preposti al controllo e alla tutela del bene». In particolare, le indagini della procura mirano ora a verificare il ruolo che nella intricata vicenda hanno avuto sia il Comune - inteso come precedenti ed attuale amministrazione - che la Soprintendenza ai Beni Architettonici.
LIGURIA - Acquasola, il cantiere resta sequestrato
La Cassazione ha confermato il provvedimento della procura che ha sequestrato il cantiere dellautosilos nel parco dellAcquasola. I costruttori, Sistema Parcheggi, hanno annunciato di intentare cause civili contro il Comune per aver autorizzato il cantiere. La procura ha allargato le indagini agli uffici comunali e alla soprintendenza. Il sindaco Marta Vincenzi ha espresso soddisfazione per la decisione della Cassazione, che conferma che il parco dellAcquasola è "anacronistico e sbagliato". Le associazioni Italia Nostra, Legambiente, i Verdi e il Comitato dellAcquasola hanno chiesto il ripristino della situazione preesistente e il recupero del parco alla cittadinanza.
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