Per proseguire la regolare realizzazione delle Grandi Opere, nel 2005, occorrono almeno 3,5 miliardi di euro. A lanciare l'allarme è Giuseppe Calcerano, capo della segreteria tecnica del ministro delle Infrastrutture, Pietro Lunardi. Se molte sono le opere ammesse a finanziamento da qui al prossimo triennio, pochi pare siano i soldi stanziati dallo Stato. «Il fabbisogno residuo per tutte queste opere - precisa Calcerano è di 23 miliardi». Dopo la Finanziaria, l'attenzione del ministero è rivolta all'annunciato decreto-legge per lo sviluppo economico: «Ci auguriamo che vengano stanziati altri miliardi per le infrastrutture, altrimenti tutto si fermerà». Ma i criteri di economicità restano validi? Il Ponte sullo Stretto? «È stato congegnato in termini molto prudenziali. Lo Stato ha già messo da parte 2 miliardi, derivanti dalla vendita di Autostrade: rappresentano quasi la metà dell'investimento necessario. Il resto lo metteranno le banche, chie avranno indietro il loro denaro in 30 anni. Non credo che la gestione del Ponte risulterà antieconomica. Adesso un treno passeggeri impiega un'ora per attraversare lo Stretto, un treno merci tre ore. Col Ponte basteranno tre o quattro minuti. Prevediamo un incremento del traffico e un pedaggio maggiore».
Allarme fondi per le Grandi Opere
Per proseguire la regolare realizzazione delle Grandi Opere, nel 2005, occorrono almeno 3,5 miliardi di euro. A lanciare l'allarme è Giuseppe Calcerano, capo della segreteria tecnica del ministro delle Infrastrutture, Pietro Lunardi. Se molte sono le opere ammesse a finanziamento da qui al prossimo triennio, pochi pare siano i soldi stanziati dallo Stato. Il fabbisogno residuo per tutte queste opere - precisa Calcerano è di 23 miliardi. Dopo la Finanziaria, l'attenzione del ministero è rivolta all'annunciato decreto-legge per lo sviluppo economico: Ci auguriamo che vengano stanziati altri miliardi per le infrastrutture, altrimenti tutto si fermerà. Ma i criteri di economicità restano validi? Il Ponte sullo Stretto? È stato congegnato in termini molto prudenziali. Lo Stato ha già messo da parte 2 miliardi, derivanti dalla vendita di Autostrade: rappresentano quasi la metà dell'investimento necessario. Il resto lo metteranno le banche, chie avranno indietro il loro denaro in 30 anni. Non credo che la gestione del Ponte risulterà antieconomica. Adesso un treno passeggeri impiega un'ora per attraversare lo Stretto, un treno merci tre ore. Col Ponte basteranno tre o quattro minuti. Prevediamo un incremento del traffico e un pedaggio maggiore.
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