Il sindaco: «Vorremmo comprarla, ma 1,5 milioni sono troppi» ABETONE. La bellissima villa De Viti è in stato di abbandono sopra alla frazione di Cecchetto. Il comune vorrebbe recuperarla per restituirla a nuova vita ma... «L'amministrazione comunale sarebbe interessata all'acquisto, per evitare che in essa vengano costruiti appartamenti, ma il prezzo richiesto di 1,5 milioni di euro, dagli attuali proprietari, è una somma troppo elevata per le possibilità del Comune. Se l'attuale proprietà rivedrà la propria richiesta ne potremo anche riparlare» dice il sindaco di Abetone Giampiero Danti. Davvero una bella villa la cui costruzione risale ai primi anni del 900. Fu fatta edificare dai marchesi De Viti, residenti a Roma, che solitamente l'abitavano nel periodo estivo. I marchesi avevano l'abitudine di villeggiare all'Abetone anche prima di realizzare la bella villa, costituita di tre edifici, e posta in una fitta foresta. Inoltre questa residenza montana era costantemente frequentata da nobili italiani e stranieri ed anche da un personaggi storici fra cui ricordiamo Umberto Zanotti Bianco uomo di grande cultura, archeologo, meridionalista e ambientalista. Alcuni abetonesi ricordano ancora che quando veniva all'Abetone era sorvegliato da agenti in borghese, perché contrario al regime fascista. Dopo il secondo conflitto mondiale, la villa, fu abitata, sempre in estate, da una delle tre figlie del marchese, Lucia. La nobildonna si dedicava alla cura dei bambini poliomielitici, portandoli in vacanza all'Abetone, dove studiavano, e si sottoponevano alle prime cure omeopatiche di cui la marchesa era una fervente sostenitrice. Durante il corso della seconda guerra mondiale, nel 1943, vi si stabilì il comando tedesco. Sono ancora in molti in paese a ricordarsi ancora della figura imponente del maresciallo Kesserling. Attualmente la villa che un tempo fu dei marchesi De Viti appartiene alla Fondazione "Le Costantine" (con sede a Casamassella, in provincia di Lecce). «Questa villa non è soltanto storica, ma ha fatto la storia del paese di Abetone» dice Enrica Zanni, imprenditrice ed ex amministratore del comune, che prosegue: «Nel periodo che la villa era abitata dai marchesi De Viti era un punto di ritrovo per moltissimi cittadini romani appartenenti a ceti elevati. Ora si trova in uno stato di abbandono, ma si possono vedere ancora bene le bellezze che la caratterizzano, a partire dagli ampi saloni interni o dal magnifico tennis ospitato nel parco. Oppure salendo sulla Torretta, dalla finestra è possibile vedere da un lato il Monte Gomito e dall'altro il Monte Gennaio. Una vista straordinaria. Sono d'accordo con chi pensa che non ci si debbano realizzare appartamenti. Abetone ha bisogno di altro. Ha bisogno per il proprio sviluppo di ricettività. Si deve pensare ad un utilizzo come, ma è solo un esempio, ad un bed breakfast, ma anche ad altro che la possa far vivere come per il passato. Piena di vita. E poi devo dire che in qualche modo a questa villa ci sono anche legata perché è stato il mio bisnonno Ferdinando Petrucci, detto Nandella, e suo fratello a costruirla ai primi del 900. Per loro fu un'impresa fallimentare perché fecero male i conti e per pagare i debiti contratti durante i lavori di costruzione, furono costretti a vendere la propria casa».
TOSCANA - In vendita la storica villa De Viti all'Abetone
Il comune di Abetone è interessato ad acquistare la villa De Viti, che è stata costruita ai primi anni del 900 dai marchesi De Viti. La villa è stata abitata da nobili italiani e stranieri, e anche da personaggi storici come Umberto Zanotti Bianco. Attualmente appartiene alla Fondazione "Le Costantine". Il comune vorrebbe recuperarla per restituirla a nuova vita, ma il prezzo richiesto di 1,5 milioni di euro è troppo elevato. Il sindaco Giampiero Danti ha espresso la speranza di poter riparlare della richiesta se l'attuale proprietà rivedrà la propria richiesta.
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