"Bisogna cambiare radicalmente la tipologia di intervento, proprio perché il mercato è cambiato spiega l'assessore Ciocchetti la parola d'ordine è recupero e riqualificazione". Flessibilità nelle procedure burocratiche e di tutela del patrimonio paesaggistico di Veronica Altimari LA POLEMICA Opposizione e associazioni: "condono mascherato" di Ambra Murè Il piano casa entra ufficialmente nel vivo. Già dal 15 settembre scorso infatti, è possibile fare richiesta di inizio lavori presso l'ufficio tecnico del Comune di Roma. Una disposizione che vuole creare delle prospettive in campo edilizio, un settore che, malgrado sia fondamentale per l'economia di questa città, subisce la crisi finanziaria internazionale, forse con maggiore intensità di altri. "Bisogna cambiare radicalmente la tipologia di intervento, proprio perché il mercato è cambiato spiega l'assessore alle politiche del territorio della Regione Lazio, Luciano Ciocchetti, nel suo intervento al Convegno di stamattina organizzato dal Cna Roma la parola d'ordine è recupero e riqualificazione, vale a dire che bisogna operare sugli edifici esistenti anziché costruirne di nuovi. Proprio perché sono sempre di meno le persone che decidono di cambiare la propria abitazione con un'altra scegliendo l'intervento di restauro sull'immobile di proprietà". Una esigenza di mercato quindi, che il piano casa, regolato con legge 212009, vuole incentivare. Più flessibilità burocratica, sistemazione del piano regolatore esistente per definire le aree di intervento i Comuni hanno tempo fino al 31 gennaio per predisporlo mappatura dell'abusivismo presente nel territorio con incentivo di bonifica nelle situazioni dove vi sia possibilità. L'asso nella manica della Regione Lazio è rappresentato da una disposizione totalmente legata al nostro territorio, ovvero il cambio di destinazione degli immobili (che partirà definitivamente a febbraio 2012). Recupero di strutture abbandonate, trasformandole in abitazioni, dove la Regione ha predisposto una quota da destinare ad affitti a canone concordato per le fasce medio basse. "È importante in un periodo come questo cercare di apportare qualcosa anche a chi non può permettersi l'acquisto e l'affitto di case a prezzi di mercato - spiega l'assessore con la possibilità di recupero di territori degradati". Come illustrato durante il convegno, da questo piano casa ci si aspetta molto. È previsto che se solo il 3 deciderà di farne richiesta, si muoveranno più di un milione di euro e la creazione di circa 15.000 posti di lavoro. Un incentivo importante per le imprese in difficoltà, ma che vale unicamente per quelle regolarmente iscritte e abilitate. Un punto fondamentale è la riqualificazione e sostituzione edilizia, con il recupero delle zone abusive. Con attenzione all'ammodernamento degli immobili soprattutto sotto il punto di vista energetico: "Roma ha un patrimonio immobiliare rilevante, ma anche molto vecchio, è quindi determinante il lavoro di restauro e anche di riqualificazione delle facciate delle vie consolari della città spiega Lorenzo Bellicini, direttore Cresme stiamo vivendo in un momento storico in cui le persone tenderanno a spostarsi nel centro città a favore di lavoro e servizi assenti nelle aree esterne al perimetro di Roma, bisogna tenerne conto". E' d'accordo Lorenzo Tagliavanti direttore della Cna che sottolinea: "Il comparto edilizia è importantissimo, lo è sempre stato e lo sarà anche nel futuro ma deve avere occasioni di sviluppo. In questa fase le grandi opere infrastrutturali sono ferme, la pubblica amministrazione è ferma ma anche il settore della nuova edilizia è fermo. Esiste una sola possibilità: quella di attivare le famiglie". Tagliavanti ha poi spiegato che "Sono proprio le famiglie che tengono molto alla propria abitazione e sono disposte a finanziare lavori di ristrutturazione se questo gli dà un vantaggio. Questa è la filosofia del piano casa anche se questo deve avvenire nelle condizioni di equilibrio per quanto riguarda le imprese. Oggi abbiamo discusso proprio di questo, perché il 75 dei lavori edili che vengono fatti a Roma sono essenzialmente nel settore della ristrutturazione e riqualificazione che è il settore dove sono maggiormente presenti le piccole imprese e gli artigiani". Giancarlo Cremonesi, Presidente della Camera di commercio di Roma, illustra il contenuto del Bando camerale in via di pubblicazione, per l'incentivazione di riqualificazione edilizia da parte dei condomini. Un sostegno finanziario al sistema dei confini per facilitare l'accesso al credito per le piccole e medie imprese, dando in garanzia agli istituti di credito, un fondo della Camera di commercio, mentre per far fronte ai ritardi burocratici, è stato predisposto un fondo di 10 milioni di euro per gli interventi di riqualificazione delle facciate dei condomini. "Recupero del decoro edilizio e messa a norma degli edifici che ne hanno bisogno sono i due aspetti fondamentali che vogliamo portare avanti dice Cremonesi se l'edilizia si ferma, l'economia di questo paese rischia la totale paralisi, quindi è consigliabile che tutte le risorse in entrata negli enti locali grazie a questa manovra, debbano essere reinvestiti nel settore". Servono investimenti. Il settore pubblico non possiede liquidità e i bandi si sono ridotti ulteriormente, quindi gli operatori del settore cercano di trovare un nuovo sbocco in interventi privati. Viene dunque garantita loro la possibilità di intervento attraverso il piano casa l'aumento di cubature nelle abitazioni e il cambio di destinazione d'uso degli immobili diventa una reale possibilità. Salvaguardia dei parametri internazionali per il risparmio energetico e materiali di costruzione di qualità. Flessibilità nelle procedure burocratiche e di tutela del patrimonio paesaggistico, nella speranza che questo non aumenti ulteriormente i "mostri" architettonici, già presenti nella nostra città.