Alle spalle di via dell'Abbondanza lavori impegnativi di canalizzazione Non è vero che abbiamo fondi inutilizzati La Soprintendente Cinquantaquattro «Aspettiamo a breve uomini e soldi. Al lavoro sull'assetto idrogeologico» A Pompei uomini e soldi, promessi da tempo, non sono ancora arrivati. E nel frattempo i sin archeologici di Capri cominciano a lavorare ad orario ridotto a causa dei tagli di personale. Ma la soprintendente Teresa Elena Cinquantaquattro, che venerdì ha accompagnato il ministro Galan in vista al Museo Archeologico, si dice ancora ottimista: «Tutte le procedure sono state avviate, adesso - spiega - è soltanto questione di tempo perché si compiano tutti i passaggi burocratici. A Pompei sono in arrivo gli archeologi e architetti attesi e anche i fondi arriveranno al più presto». L'Unione europea finanzia progetti di Interventi finiti: a che punto è il lavoro? «Il progetto c'è, è ben definito ed è stato già presentato al Consiglio superiore dei beni culturali che l'ha approvato. Aspettiamo che arrivino le risorse». Arriveranno prima le risorse o prima le piogge «temute» dal ministro? «Ma noi indipendentemente dai fondi europei stiamo già lavorando alla messa in sicurezza delle zone più fragili, quelle che nella mappa del rischio che abbiamo utilizzato e che aggiorniamo continuamente vengono classificate come zone rosse». Galan ha parlato di possibili smottamenti del terreni «coltivati a fave»: si riferisce al terrapieno alle spalle dl via dell'Abbondanza responsabile del crollo della Schola Armaturarum? Che cosa si è fatto fino ad oggi? «C'è un problema generale di assetto idrogeologico dell'intera area non scavata, per il quale abbiamo avviato un progetto di messa in sicurezza con interventi specifici, che vadano oltre il semplice contenimento della scarpata. Stiamo studiando come canalizzare l'acqua, ma si tratta di un'area molto vasta e questi non sono lavori che si fanno in poco tempo». Con quali fondi? «Con fondi ordinari della soprintendenza: una parte di questi è destinata alla manutenzione, ai restauri, e alla messa in sicurezza del sito». È vero che nelle casse della Soprintendenza ci sono soldi in giacenza non utilizzati? «Assolutamente no: ci sono soldi non ancora spesi ma già impegnati». Lei si dice ottimista, eppure da ieri ha dovuto ridurre i giorni di apertura di Villa Jovis a Capri per mancanza di personale... «La mancanza di personale di vigilanza, che è quello che ci permette di tenere aperti al pubblico i siti, è purtroppo un problema cronico di tutte le soprintendenze: non c'è turn over e chi resta in servizio ha un sovraccarico di lavoro che a volte rende difficile mantenere gli standard. Ho fatto richieste ufficiali al ministro ma la situazione finanziaria generale, queste manovre continue, non fanno ben sperare in soluzioni vicine. Ciò nonostante quest'anno, durante i mesi estivi, abbiamo avuto un aumento di visitatori sia a Pompei che al Museo archeologico».
Pompei. Le piogge? I timori di Galan sono i miei. Sotto osservazione le zone più fragili
La Soprintendente Cinquantaquattro, Teresa Elena, è ottimista riguardo al lavoro di canalizzazione e messa in sicurezza delle zone a rischio a Pompei. Il progetto è stato presentato al Consiglio superiore dei beni culturali e aspettano le risorse finanziarie. La soprintendente conferma che non ci sono fondi inutilizzati, ma piuttosto soldi non ancora spesi. Ha anche affermato che la mancanza di personale di vigilanza è un problema cronico che rende difficile mantenere gli standard. La situazione finanziaria generale e le manovre continue non sembrano offrire soluzioni vicine.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo