PROGETTO DI COMUNE E REGIONE. IN OGNI CIRCOSCRIZIONE NASCERÀ UN CENTRO RACCOLTA DOCUMENTARIA «Una comunità ha un futuro nel momento in cui ha memoria di sé», con questo motto di Michele Paolino, coordinatore dei presidenti di Circoscrizione, può essere riassunto lo spirito dal quale sta nascendo a Torino il progetto di un «ecomuseo urbano». Perché una città che così tanto sta cambiando non vuole dimenticare il suo passato e cerca nelle proprie radici lo slancio verso il domani. Ma cos'è un ecomuseo? È un'entità mutabile e non facilmente etichet-tabile perché racchiude un insieme di beni materiali e non, di edifici storici come di memorie collettive, scritte e orali. Fabbriche ormai in disuso e antiche botteghe. Oggetti e fotografie provenienti dal passato affiancati dai progetti di sviluppo urbano. Il piccolo accanto al grande, l'importante manifestazione culturale e i ricordi del vecchio operaio o dell'artigiano. Diventeranno così musei di se stessi, ciascuno con le proprie peculiarità, i quartieri Borgo Vittoria, Madonna di Campagna, Lucento, Vallette, Regio Parco, Barriera di Milano, Falcherà, Barca, Bertolla, Villaretto, Rebaudengo, Lingotto e Nizza Millefonti. «Non è il classico museo racchiuso in un edificio ma è la città stessa a farsi museo per raccontare il suo passato ma anche i cambiamenti che sta vivendo», dice Fiorenzo Alfieri l'assessore alla Cultura del Comune di Torino che ha firmato un protocollo d'intesa con la Regione Piemonte. «Nasce e viene costruito dagli stessi cittadini insieme con gli amministratori locali a tutela di tutto il patrimonio della città, con particolare attenzione alla periferia». Ed è infatti nelle circoscrizioni 5, 6 e 9 che ha preso il via la prima fase sperimentale dell'ecomuseo che già sta Coinvolti anche i cittadini muovendo i primi passi: ne sono esempi il piccolo museo dei lavandai e delle lavandaie di Bertolla, la raccolta di testimonianze realizzata per i 50 anni della Falcherà, o la rassegna culturale della Circoscrizione 5 «Un territorio si racconta, 2006-1706». E, a questi, seguiranno altri progetti: «Noi, ad esempio, vorremmo allestire in via Ghedini un alloggio tipo di una famiglia operaia d'inizio '900», dice Eleonora Artesio, presidente della Circoscrizione 6, mentre nella 9 si guarderà, tra l'altro, alla rielaborazione del progetto «II Filadelfia e il Grande Torino». Ogni Circoscrizione avrà uno o più «Centri di interpre-tazione ecomuseale» che avranno la funzione di coordinare le attività, raccogliere documentazioni, promuovere iniziative, essere un punto di riferimento per i cittadini e luogo di collegamento con le altre zone delle città così da creare una rete urbana. Nei giorni scorsi, in via Pergolesi 119, è stato inaugurato il Centro della Circoscrizione 6; il 13 gennaio aprirà quello della 9 in via Bossoli 72a.