Come si diventa operatori dei beni culturali? Le professioni di storico dell'arte, archeologo, operatore e conservatore dei beni culturali non sono regolamentate per legge e non esistono albi professionali a cui iscriversi. Esiste, però, un'offerta formativa a livello universitario piuttosto varia: dalla facoltà di lettere con indirizzo storico-artistico a quella di archeologia vera e propria, agli specifici corsi di laurea in conservazione dei beni culturali fino ai corsi universitari, di nuova istituzione, che riguardano il restauro. La scelta di questo tipo di studi pub portare a sbocchi lavorativi in vari settori: enti locali e istituzioni specifiche, sovrintendenze, musei, biblioteche, archivi, cineteche, parchi naturali, aziende e organizzazioni professionali che operano nel settore della tutela e della fruizione dei beni culturali e del recupero ambientale. Per quanto riguarda le sovrintendenze e in generale gli enti pubblici, l'assunzione avviene per concorso pubblico (non se ne vede uno da decenni) regolarmente pubblicato nella Gazzetta Ufficiale, ma anche per chiamata, nel senso di assumere ruolo di collaboratore a tempo. In ogni caso per potervi partecipare è necessario frequentare una delle scuole di specializzazione post-lauream che rilasciano un diploma indispensabile per accedere ai concorsi per ispettore presso le soprintendenze. Un ulteriore percorso è quello della guida turistica. Per accedere a questa professione è necessario ottenere il patentino, ovvero una licenza che autorizza a esercitare questa professione. Il patentino si ottiene grazie al superamento di un esame al quale si può accedere se si ha un diploma di scuola superiore, si conosce almeno una lingua straniera e si frequenta un corso di formazione ad hoc (ne esistono di privati ma anche organizzati da regioni e province). A questa regola comunque ci sono due eccezioni. Chi è laureato in storia dell'arte o archeologia, può diventare guida turistica senza sostenere l'esame di abilitazione ma semplicemente superando un colloquio di verifica della conoscenza di una lingua straniera e del territorio di competenza presso il servizio formazione professionale dell'amministrazione provinciale. Chi invece è laureato in materie letterarie e nel proprio corso di studi ha sostenuto almeno un esame di storia dell'arte pub accedere all'esame di abilitazione senza aver seguito il corso di formazione per diventare guida turistica. Una volta ottenuto il patentino, la guida turistica può decidere di lavorare come dipendente per un'agenzia di viaggi o come freelance per una o più agenzie. Infine c'è lo sbocco del restauro. In questo caso c'è l'esperto scientifico di beni culturali, il tecnico del restauro e infine il restauratore vero e proprio. Ma come diventare restauratori? D'ora in poi per acquisire immediatamente il titolo è possibile optare per le scuole di alta formazione il cui accesso è disciplinato da un concorso: l'Istituto superiore per la conservazione e il restauro di Roma, l'Opificio delle pietre dure di Firenze e l'Istituto centrale di Patologia del Libro di Roma. Accanto a queste scuole poi c'è il canale universitario: d'ora in poi, infatti, anche gli atenei che hanno attivato un corso quinquennale accreditato presso una specifica commissione ministeriale potranno rilasciare un titolo spendibile per l'iscrizione all'albo così come prevede l'articolo 182 del nuovo codice dei beni culturali (dlgs n. 422004). Infine c'è la formazione dei master universitari. Nel variegato panorama offerto da università e fondazioni ce ne sono alcuni che hanno ricevuto il bollino blu del ministero dei beni culturali. Tra questi c'è il Luiss master of art, organizzato dalla Luiss, e il Master of landscape, art and culture management, sviluppato da Trentino school of management in partnership con il Mart di Trento e Rovereto.