VENEZIA. Musei che chiudono perchè non c'è nessuno che possa garantire la sorveglianza. L'allarme è lanciato dal Coordinamento regionale Beni Culturali della Uil, che annuncia la possibile chiusura di un piano o addirittura di tutta Galleria Franchetti alla Ca' d'Oro. Motivo: per aprire il museo a Palazzo Grimani, in cui si inaugura una mostra curata da Vittorio Sgarbi, dovranno essere distaccate un paio di persone. Che però servivano anche dall'altra parte. «Sono veramente strane le scelte del Ministero quando chiude un museo che fa 71mila visitatori annui, secondo i dati del 2010, di cui la metà paganti, per aprirne un altro che ne fa 21 mila» sostiene Edoardo Radolovich, il coordinatore regionale. Che tempo fa aveva denunciato come alcune persone tra quelle assunte in virtù del concorso di quattro anni fa, l'ultimo bandito dal Ministero, in qualità di addetti alla sorveglianza fossero stati invece destinati ad uffici e non al compito per cui avevano ottenuto il posto di lavoro. Ragion per cui continuano a mancare gli addetti alla sorveglianza, e se non verranno fatte delle assunzioni entro fine anno le prospettive per i musei veneziani saranno di riduzione dei servizi. Radolovich non risparmia critiche neppure agli investimenti ministeriali. «A fronte di presenze ridicole nel museo archeologico di Altino, che conta 8500 visitatori annui, dei quali solo 2900 paganti - sottolinea - viene finanziato per circa due milioni di euro il nuovo museo che sta sorgendo vicino alla vecchia struttura. Ciò significa che solo per recuperare l'ultimo lotto, a visitatori invariati, ci vorranno circa 500 annui». Radolovich ipotizza che basterebbe il pagamento di un biglietto simbolico di un euro per risollevare le sorti dei musei e aggiunge: «Si continua a investire, ma con quale futuro? La superficie delle Gallerie dell'Accademia, quando verranno riaperte al pubblico, sarà praticamente raddoppiata. Ma come si farà a tenere aperto se manca il personale?»