«Scongiuriamo una volta per tutte la chiusura de Le Civette di San Salvi». Laccordo siglato venerdì scorso dalla Asl con Cgil e Cisl non va giù a Cub sanità e al Comitato "San Salvi chi può". Che assieme a Chille de la balanza, Medicina democratica e associazione Adina, organizzano la mobilitazione. Scrivono al sindaco Matteo Renzi e organizzano per oggi pomeriggio un presidio davanti a Palazzo Vecchio, dalle 15 alle 18. Chiedendo ai consiglieri comunali di incontrare oggi stesso una delegazione di familiari, lavoratori, sindacati e associazioni culturali. «La struttura occupa oggi 73 operatori e 60 anziani e laccordo ratifica la chiusura della Residenza per anziani e malati di alzheimer, anche se viene per ora rimandata. E non da nessuna garanzia ai lavoratori, se non un generico impegno della Asl a ricollocare i dipendenti», dicono i Cub-sanità e le altre associazioni mobilitate a difesa della Residenza Le Civette come lassociazione per la memoria di San Salvi "Pellicanò", LAvo e lAima. Tutti quanti decisi «ad opporsi in ogni modo» e a chiedere il «ritiro della decisione di chiusura, per il momento soltanto rimandata, con lobiettivo del mantenimento della Rsa - scrivono la Cub sanità e tutti gli altri - conosciuta e apprezzata dagli utenti come struttura deccellenza». La decisione originaria di chiudere al 31 ottobre è stata modificata sotto lurto delle proteste. Secondo la Cub-sanità e gli altri, lAsl non ha però ancora chiarito le ragioni della chiusura della Residenza assistita e del Centro diurno di San Salvi. Né ha chiarito dove intenderebbe ricollocare i lavoratori oggi impegnati a Le Civette. «E la stessa affermazione di ricollocare i lavoratori in esubero non offre nessuna garanzia e certezza, dal omento che la Asl non precisa dove, come e con chi. Senza contare che nessuna prospettiva è stata abbozzata per i lavoratori con contratto a termine o a notula», scrivono sindacati e associazioni che si battono contro la chiusura. Daltra parte, se laccordo dello scorso venerdì «non offre alcuna tutela collettiva ma solo ricollocazioni individuali, ventilando anche un possibile licenziamento qualora non si accetti la nuova destinazione, aggiungono i paladini della Rsa Le Civette, «non è stata presa minimamente in considerazione il disagio degli anziani assistiti e gli eventuali inconvenienti, sotto il profilo sanitario, derivanti dal loro spostamento». Senza contare che la chiusura, aggiungono gli oppositori, finirebbe per allungare la liste dattesa per il ricovero in Rsa. Tutte cose che i rappresentanti dei lavoratori e degli assistiti della Rsa intendono portare oggi pomeriggio sui banchi del consiglio comunale. Nonostante le aperture della Asl, temono sindacati e associazioni, la chiusura che per il momento è stata solo rinviata, riapparirà puntuale allorizzonte. La stessa revoca, per ora, delle lettere di licenziamento dei lavoratori, si deve solo «alla mobilitazione» dei giorni scorsi. (m.v.)