Azienda Pizzarotti: "Tutto a norma" In relazione alla notizia appresa sui mezzi di informazione in data odierna, relativa all'indagine in corso avente per oggetto la riqualificazione dell'Ospedale Vecchio di Parma, l'Impresa Pizzarotti C. S. p. A dichiara di aver agito nel pieno rispetto della normativa di settore. Infatti, si è aggiudicata legittimamente la indetta procedura di gara ad evidenza pubblica ed altresì ha operato, per quanto di sua competenza, nel rispetto della normativa per la tutela degli immobili storico-artistici. A conferma di ciò, tale tema è stato oggetto di esame anche da parte della giustizia amministrativa, che ha confermato definitivamente il corretto operato degli attori della procedura, respingendo i ricorsi presentati da terzi e associazioni. Invece quanto al contenuto della convenzione sottoscritta tra il Comune e l'Impresa, questa risulta essere conforme al dettato di legge; a conferma di ciò sono facilmente reperibili ulteriori esempi di convenzioni per concessione contenenti, tutte, apposite clausole revisionali. L'azienda, pertanto, con l'auspicio che possa essere fatta chiarezza in tempi brevi, esprime la sua piena fiducia nell'attività portata avanti dalla Magistratura. Paolo Buzzi, Pdl Sulla questione dell'Ospedale Vecchio interviene il vicesindaco Paolo Buzzi che difende l'operato della Giunta e dei tecnici: "Innanzitutto mi baso sulle dichiarazioni del procuratore, non avendo ricevuto alcuna comunicazione a riguardo. L'atto, approvato in Giunta il 27 maggio 2010, così come tutti gli altri sull'Ospedale Vecchio, è conseguente alla gara che ha individuato il promotore nel 2005. Naturalmente, essendo stato tutto fermo per anni (trascorsi in cause che il Comune ha vinto in tutte le sedi e i gradi di giudizio), abbiamo ritenuto legittima la richiesta della ditta affinché le condizioni economiche venissero adeguate alle condizioni di mercato. Si tratta quindi di una formalizzazione di un diritto già acquisito cinque anni prima da un soggetto privato, nei confronti del quale potrebbe anche profilarsi la necessità di un risarcimento in caso di un cambiamento delle condizioni di aggiudicazione. Per quanto riguarda il parere dell'autorità di vigilanza questo è avvenuto nel 2009, dopo quindi che il promotore era già stato individuato. Fra l'altro, si tratta di un parere che, come tale, non ha valore di legge". "Circa i vincoli di conservazione - prosegue Buzzi - le autorizzazioni alla Soprintendenza vanno richieste prima della approvazione della progettazione definitiva, che al momento non è nemmeno stata avviata. Quando verrà portato il progetto definitivo alla Soprintendenza, sarà la Soprintendenza stessa, come è normale che sia, a valutare la sua conformità con il Codice Urbani". Circa la possibilità di un sequestro dell'ex ospedale Buzzi chiarisce che in questo momento "i tecnici stanno verificando le condizioni statiche della struttura e delle murature, attività che non compromettono nulla dell'edificio o della sua destinazione e che hanno il solo scopo di valutare la stabilità del complesso. Si rimane comunque in attesa di ogni valutazione che l'autorità giudiziaria ritenga opportuno effettuare al fine di tutelare un bene dell'intera città". Giorgio Pagliari, Pd Come tutti ricordano, l'Ospedale Vecchio è stato al centro di un'accesa battaglia politica che ha visto, nella legislatura precedente, protagonisti i partiti di opposizione allora presenti in Consiglio Comunale: tra questi DS e Margherita, oggi PD, nonché l'Associazione Monumenta ed il suo Presidente. Questo acceso scontro, trasferito anche nelle aule giudiziarie per iniziativa della suddetta Monumenta, si è concluso con la scelta di Maggioranza di recuperare lo storico palazzo attraverso un project financing onde consentire la trasformazione dello stesso in contenitore commerciale ed alberghiero. Oggi la vicenda torna all'onore della cronaca per la notificazione ad 11 Assessori ed ai vertici della Società aggiudicataria del project financing di avvisi di garanzia per abuso continuato in atti di ufficio e per violazione del Codice dei Beni Culturali. Come sempre tengo distinto l'aspetto giudiziario, che è di esclusiva competenza della Magistratura, da quello politico. Sotto questo profilo, questo episodio, che danneggerà ulteriormente l'immagine della Città e che accrescerà la preoccupazione determinata dagli ultimi eventi, rafforza nella soddisfazione per l'approssimarsi della fine di questa esperienza amministrativa a seguito delle dimissioni del Sindaco e nella convinzione della giustezza della battaglia condotta anche dal Gruppo PD in questi anni per risparmiare alla Città un'Amministrazione superficiale, non sufficientemente consapevole delle proprie responsabilità e dei propri doveri nei confronti della Città medesima. Questo ennesimo episodio, sempre sul piano politico, conferma nella convinzione della necessità di una riflessione seria ed approfondita di tutta la Città sull'esperienza di governo di centrodestra per assicurare alla Città una ripartenza rapida e fattiva, che non può prescindere dalla creazione di un contesto politico e sociale profondamente e veramente rinnovato. Una riflessione critica ed autocritica di tutta la Città in ogni sua componente; una riflessione critica ed autocritica che, per quanto riguarda la politica, deve avere al centro il ruolo della stessa, la responsabilità dell'esercizio autonomo ed indipendente della funzione e la capacità di determinare le condizioni per la partecipazione di tutte le componenti sociali alla realizzazione degli interessi complessivi in una prospettiva che renda chiara, concreta e percepibile la complementarietà tra il conseguimento dell'interesse pubblico e la giusta soddisfazione degli interessi privati. Questa esigenza fondamentale è ciò che manca primariamente nell'approccio al governo pubblico del centrodestra, la cui tendenza, anche a Parma, è, al contrario, stata quella di una visione del governo della cosa pubblica come piegato sugli interessi particolari con la riduzione dell'interesse pubblico alla sommatoria dei primi. La situazione in cui il centrodestra lascia la Città dimostra la negatività di questo approccio giungendo ad evidenziare che il medesimo ottiene il perverso risultato di non soddisfare né l'uno né l'altro interesse. Paolo Zoni, Pdl "Io sono molto tranquillo. Ma penso che Questa sia una cosa estremamente seria che si sta trattando in modo un pò troppo semplicistico". L'assessore pidiellino dimissionario è uno dei pochi esponenti della giunta di Parma disposto a commentare l'iscrizione della procura nel registro degli indagati per il presunto abuso d'ufficio nel progetto dell'ospedale vecchio. Marco Ablondi, Prc E' notizia di oggi che il vice Sindaco e i dieci Assessori che hanno votato la deliberazione di Giunta n.7582010 di aggiudicazione alla impresa Pizzarotti della concessione di costruzione e gestione della cosiddetta Cittadella della Carta e del Cinema, ma che in realtà sarà ben altra cosa, da realizzare all'interno dell'Ospedale Vecchio, sarebbero indagati dalla Procura della Repubblica per aver favorito l'impresa aggiudicataria dei lavori. Oltre agli Amministratori sarebbero indagati il titolare dell'impresa, il suo amministratore delegato e un tecnico comunale. L'indagine in corso suggerisce una riflessione. L'intervento da realizzare nel complesso dell'Ospedale Vecchio è stato per diverso tempo oggetto di discussioni e di proposte tutte aprioristicamente rifiutate dalla Giunta.. Non posso non ricordare "il contributo di idee sulla valorizzazione del complesso per un futuro dell'Ospedale Vecchio "offerto alla Giunta e alla Città presentato dai gruppi consiliari di minoranza all'inizio del 2005 nel ridotto del Teatro Regio con una eccezionale e qualificata presenza di cittadini. Se a quel tempo si fosse prestato più ascolto ai cittadini forse oggi non ci troveremmo a dover prendere atto dell'indagine in corso. L'apertura di un ulteriore filone di indagine penale che coinvolge nella quasi totalità gli Amministratori del Comune aggrava la già troppo precaria situazione in cui è stata ridotta la nostra Città e segnala, una volta di più, la negativa conclusione del tanto enfatizzato civismo locale. Evidenzia la necessità di attenta e approfondita riflessione sul passato per aprire una nuova e radicalmente diversa prospettiva per il futuro di Parma. Il principale nodo da sciogliere è quello del consolidato rapporto tra la politica e il potere economico che tanto pesantemente, in particolare in questo ultimo decennio, ha condizionato l'azione di governo delle Istituzioni. Ferdinando Sandroni e Claudio Bigliardi, Parma civica L'ex delegato della giunta Ferdinando Sandroni, entrato di recente in rotta di collisione con l'amministrazione, difende gli assessori e ritiene quello del procuratore Gerardo Laguardia "un atto dovuto". Stesse parole dal coordinatore di Parma civica Claudio Bigliardi che smussa gli angoli e parla di indagine su tutti gli assessori perchè la decisione "è stata collegiale". L'iscrizione nel registro degli indagati riguarda in effetti tutti i membri dell'esecutivo comunale che licenziarono tecnicamente la delibera. Ma sull'appalto a Pizzarotti per l'ospedale non tutti gli assessori ebbero parte diretta in causa. Massimo Iotti, Pd - A seguito delle notizie rese note dai mezzi di informazione in relazione ai lavori di ristrutturazione dell'Ospedale Vecchio di Parma, in attesa dell'esito delle indagini di stretta competenza degli autorità competenti, auspico che tali lavori nella precedente forma progettuale siano definitivamente accantonati, in particolare salvaguardando definitivamente la storica sede del Circolo Aquila-Longhi, insostituibile presenza dell'associazionismo sociale nell'Oltretorrente, che rischiava di essere sfrattato dall'attuale sede, recuperata regolarmente a proprie spese all'interno del complesso storico. Sia i progetti della Giunta Vignali che altri alternativi presentati hanno sempre escluso la presenza del Circolo. Mi auguro che ciò non avvenga più, e si prenda atto degli errori fatti. Al contempo vanno attivate tutte le forme possibili per fermare i lavori presso l'immobile di proprietà privata "ex Stimmatini" in corso, per una inutile altra sede del Circolo Aquila-Longhi, evitando di gettare via completamente oltre 600.000 euro di risorse pubbliche già destinate per un immobile in affitto. Non va dimenticato che tutta l'operazione sull'Ospedale Vecchio, dopo aver speso ingenti risorse per spostare inutilmente gli Archivi Storici, dopo aver sbagliato ogni tipo di programmazione, alla fine rischia di lasciare l'importante e storico edificio in uno stato di degrado ancor più grande. Il problema non era certo l'apporto dei privati, risorsa utile da rilanciare in altre forme e modalità stavolta legittime, quanto un progetto tanto velleitario quanto fuori luogo e contesto. Per un'altra opera pubblica della Giunta Vignali che si traduce in fallimento, occorre ora recuperare tempo e finanziamenti perduti, voltando definitivamente pagina. Roberto Garbi, Pd - In merito alle evoluzioni della situazione dell'amministrazione comunale di Parma il segretario provinciale del Partito Democratico Roberto Garbi ha rilasciato la seguente dichiarazione. "Apprendiamo da fonti giornalistiche che il sindaco dimissionario Pietro Vignali avrebbe dichiarato: "Non ho responsabilità giudiziarie ma ho scelto le persone sbagliate". Dopo le ultime notizie arrivate dalla Procura - che vedono indagati ben 11 assessori, tra cui non figura Bernini, già in carcere per altra vicenda - verrebbe da dire che nel suo scegliere le persone sbagliate Vignali è stato indefettibile: sotto indagine è finita in pratica tutta la sua Giunta, o quasi. Non ha sbagliato un colpo. Per mesi, per anni il nostro gruppo consigliare ha denunciato in Comune una situazione che, purtroppo, si sta rivelando peggiore anche delle più nere previsioni. Ai nostri allarmi non solo nessuno ha mai risposto, ma ci hanno accusato di remare contro la città. Ora, purtroppo, come stavano le cose è chiaro a tutti. Chi difendeva la città e chi invece con un operato irresponsabile o - come sostengono le accuse - illegale ne metteva a rischio il futuro è chiaro a tutti. A memoria non ricordiamo che altre città importanti come Parma abbiano visto finire indagata l'intera - o quasi - Giunta comunale. Quello che Vignali e la sua compagine di centrodestra hanno causato alla nostra città, alla sua immagine e al suo buon nome, è un danno imperdonabile, ulteriormente aggravato dalla montagna di debiti sotto cui hanno seppellito l'amministrazione comunale e le sue possibilità di garantire servizi e supporti adeguati a cittadini e imprese. Parma non meritava questa umiliazione ma, ne siamo certi, ha in sé - nella sua storia, nei suoi valori - gli anticorpi per reagire, per rialzarsi e per ricostruire un futuro all'altezza delle sue potenzialità. Le dimissioni di Vignali erano il minimo atto dovuto, niente di più. Il lavoro per noi inizia oggi. Il Partito Democratico, come finora ha denunciato la mala amministrazione di Vignali, resta in campo per costruire insieme a tutti coloro che vorranno assumersi questa responsabilità un governo capace di garantire alla città un futuro di sviluppo economico e di crescita sociale, civile e culturale". Movimento politico 5 stelle Notizia fresca, tutti indagati i restanti membri della Giunta Vignali, insieme a uno dei maggiori imprenditori parmigiani Paolo Pizzarotti. Ci aspettavamo altre sorprese ed ecco che sono arrivate puntali. Questa amministrazione ha stabilito un andazzo negli affari e nella conduzione della cosa pubblica, che queste nefandezze non ci stupiscono più. La cosa triste è che Parma si rivela lo specchio puntuale della realtà nazionale, dove l'utilizzo della cosa pubblica a fini personali, è una prassi consolidata. A Parma, questi "signori" sono ormai quasi tutti dimissionari e quindi non gli si può neanche urlare tutti a casa! Purtroppo noi cittadini, oltre ad essere derubati dei più elementari diritti siamo anche spettatori inermi di lotte che avvengono sopra di noi. Da anni sosteniamo che questa politica è marcia alle fondamenta e che va rifondata. Non è una questione di destra o di sinistra, sono solo ed unicamente dei comitati d'affari che si spartiscono le torte del potere e della gestione dei beni pubblici, a scapito dei cittadini. L'unica forza che ci resta è la presa di coscienza di questa realtà da parte di tutti i cittadini onesti della città; solo le ns. coscienze ed il ns. senso civico possono sconfiggere questa politica corrotta. Apriamo gli occhi e smettiamo di aiutare i furbetti della città, nella speranza che la Procura, faccia pulizia fino in fondo in tutte le stanze. Loro non molleranno mai (ma gli conviene?). Noi cittadini neppure! Prc Le dimissioni del sindaco Vignali non sono state un fulmine a ciel sereno: dopo l'arresto dell'assessore Bernini di lunedì e la decisione del PDL e dei civici di abbandonare la Giunta, non poteva infatti essere diversamente. Ma le notizie delle ultime ore sull'apertura di indagini che coinvolgono tutta la giunta comunale, ad esclusione di Vignali e Bernini, danno triste conferma, ancora una volta, di quanto Rifondazione sta denunciando da anni: i poteri forti di Parma condizionano pesantemente, da troppo tempo, e troppo spesso in modo illecito, le scelte delle amministrazioni locali. Non si chiude, pertanto, con dignità la vicenda politica di Parma Civica e del suo esponente di spicco: le dimissioni del Sindaco e l'apertura di indagini su pressoché l'intera giunta non sono che il logico e triste epilogo di una amministrazione pasticciata, disonesta e irresponsabile, guidata con l'ostinazione altrettanto irresponsabile di un Primo cittadino finito già a giugno, dopo l'arresto di alcuni dei suoi dirigenti, che ha tentato di rimanere al timone puntellato da una manciata di consiglieri, unici a difendere insieme al PDL e al suo ras locale Villani - di cui ultimamente sembravano essere ostaggio - il progetto di Parma Civica, rivelatosi un grande bluff a danno di Parma, dei suoi cittadini, del suo territorio devastato. E' una fine ingloriosa, per come si sono consumati gli ultimi eventi e gli ultimi mesi, per l'agonia cui come cittadini e come forze politiche abbiamo dovuto assistere, mentre i resti dell'amministrazione cercavano di rappezzare alcuni degli immensi danni provocato in anni di malgoverno, navigando miseramente a vista, senza un vero disegno, una via di uscita. Le dimissioni, a differenza di quanto dice l'ormai ex primo cittadino Vignali, non hanno nulla di responsabile, perché se tale fosse stato le avrebbe rassegnate già da tempo, lasciandoci forse credere ad una dignità sua e ad una dignitosa assunzione e comprensione delle sue responsabilità: in realtà semplicemente e spaventosamente non poteva fare altro. Si chiude davvero miseramemte, con una eredità di centinaia di milioni di debiti a carico dei cittadini e con una pagina giudiziaria che sembra non avere fondo questo capitolo di Parma durato troppi anni, e ricostruire non sarà facile.