Anche Romolo Ciabatti, membro del Fai, a titolo personale chiede rispetto e cura per piazza S. Michele. «Il caso del sagrato di San Michele ha creato sconcerto e indignazione per la improvvida tecnica adottata per riparare i danni della pavimentazione in marmo. Va dato atto della velocità dell'intervento, mentre non si è trovato il tempo per porre in sicurezza la statua di Pietro Cascella. Ma ci sono urgenze e urgenze, e forse è stato meglio così, evitando altri interventi improvvisati. «Tuttavia, l'episodio va ben oltre il vituperato bitume, implicando sul piano generale la questione del corretto utilizzo di una piazza monumentale. A monte del bitume, infatti, è possibile ravvisare una "filosofia" di cui il bitume è un prodotto, una concezione delle piazze storiche che le espone a simili scempi. Un modo di vedere, cioè, che considera le piazze alla stregua di luoghi da riempire, sempre e a qualunque costo. Una antica piazza invece non è un'area libera, non è uno spazio vuoto, è essa stessa un monumento, da poter ammirare e godere, con la sua storia, la sua identità, la sua atmosfera. Un bene immateriale, da tutelare al pari dei beni fisici, con la cornice di chiese e palazzi di cui è inseparabile contesto. «L'urbanista Pier Luigi Cervellati spesso ha richiamato i danni devastanti di un uso sbagliato delle piazze antiche, utilizzate come un semplice luogo per ogni genere di iniziative, non sempre in sintonia con la storia e la cultura della città. Altri noti urbanisti sottolineano che i centri storici costituiscono un unicum, il cui delicato equilibrio viene continuamente sottoposto alle pressioni di usi impropri e di strutture invasive (per non parlare del traffico) che ne mortificano l'immagine. «E Salvatore Settis, membro del Cda del Fai, da anni si batte contro la mercificazione del patrimonio artistico, dello svilimento degli spazi sociali, il cui valore sembra dato solo dal poterli occupare, abbandonandoli alle leggi del mercato con una sorta di sfratto spirituale». Per Ciabatti, «in una città d'arte come la nostra dovrebbe essere prioritario preservarne l'integrità, conservarne il carattere, tutelare i nuclei antichi, non solo monumenti, ma anche strade e piazze che ne costituiscono l'insopprimibile complemento, come appunto il sagrato per S. Michele. «Ci vantiamo, giustamente, dei nostri tesori artistici (magari dimenticando gioielli come la chiesa di S. Caterina), ma assistiamo ormai ad una progressiva sistematica occupazione dei luoghi-simbolo, oscurati e ridotti così a tristi fondali, facendo perdere alla città il senso stesso della sua bellezza. L'attuale presidente onoraria di una autorevole Fondazione ambientalista, in occasione di una battaglia a difesa di una incomparabile area verde, si sentì dire che in fondo erano solo campi. È da sperare che nessuno arrivi a dire che in fondo le piazze sono solo pietre».
LUCCA. Tuteliamo le piazze storiche non sono soltanto pietre
Il sagrato di San Michele a Bologna è stato oggetto di un'intervento di riparazione della pavimentazione in marmo, che ha creato sconcerto e indignazione per la velocità e la tecnica adottata. L'episodio è stato visto come un esempio di "filosofia" di utilizzo delle piazze storiche, che considerano le piazze come luoghi da riempire a qualsiasi costo. Un'antica piazza è invece un monumento da ammirare e godere, con la sua storia e identità. L'urbanista Pier Luigi Cervellati ha parlato dei danni devastanti di un uso sbagliato delle piazze antiche, mentre Salvatore Settis si batte contro la mercificazione del patrimonio artistico.
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