Dura lettera del presidente della Provincia al sindaco «Dal 2008 chiedevamo lo stop alla cementificazione» Non possono essere cancellate le responsabilità amministrative LUCCA. È positivo il ritiro della variante al piano strutturale. Ma questo non cancella le «gravi responsabilità amministrative» per la gestione del territorio. Per il consumo di suolo. E, soprattutto, per il mancato controllo sulla cementificazione. È frontale l'attacco di Stefano Baccelli, presidente della Provincia, al Comune. Forse perché è dal 2008 che chiede a Palazzo Orsetti di azzerare la situazione. Finora Baccelli è stato inascoltato. Invece di un ripensamento complessivo dell'urbanistica, il Comune si è lanciato in una serie di varianti mai arrivate a conclusione. Compresa l'ultima di gennaio, contro la quale anche la Provincia (oltre alla Regione) ha presentato osservazioni, ritenendola in contrasto con gli strumenti di governo del territorio, da Piano territoriale di coordinamento al Piano di insediamento territoriale. «Apprendo con piacere e sollievo - esordisce Baccelli - la volontà del sindaco di revocare la variante al piano strutturale. A questa inversione di rotta si giunge solo oggi anche se già nel 2008 con una lettera a Favilla esprimevo le mie perplessità sia nel merito che nel metodo del procedimento». Perplessità ribadite all'inizio dell'estate. Del resto, sempre la Provincia (ancora insieme alla Regione) nel 2004 aveva impugnato al Tar il regolamento urbanistico in attuazione di un piano strutturale che non definiva le volumetrie massime, ma quantificava la capacità edificatoria attraverso le indicazioni di superficie fondiaria. Il Tar respinse il ricorso, ritenendo che la Provincia non avesse titolo a impugnare, ma palazzo Ducale non ha mai rinunciato a contrastare gli strumenti urbanistici ritenuti inadeguati. «Già quattro anni fa - osserva Baccelli - il buon senso avrebbe dovuto dissuadere il Comune dal redigere una variante agli strumenti urbanistici vigenti, concepita per aggirare, modificandoli, le indicazioni del piano strutturale. Un'operazione simile a quella di chi, di fronte ad una legge incostituzionale, invece di dichiarare nulla la legge, modifica la Costituzione. Perciò ribadisco che l'inversione di tendenza, con l'azzeramento della "variantina" e del progetto del parco di S. Anna, giunge troppo tardi e non può cancellare gravi responsabilità amministrative. Una politica che ha prodotto un regolamento urbanistico complicato e di difficile interpretazione, oggetto di un ricorso al Tar da parte dell'amministrazione provinciale per la mancanza di coerenza con i criteri del piano strutturale». Ma per Baccelli è ancora «più grave l'assenza di un adeguato monitoraggio sulle concessioni edilizie rilasciate che ha portato a una incontrollata saturazione del territorio, quando invece la città necessitava di altro. Un consumo di suolo che ha, in alcuni luoghi, devastato il territorio e che ha prodotto quasi esclusivamente edilizia residenziale (in buona parte invenduta) invece di fornire servizi indispensabili come scuole, edilizia convenzionata, verde pubblico e parcheggi». Oltretutto l'effetto «nefasto della mancata programmazione urbanistica è di aver sancito un'ingiustizia tra chi, cittadini e imprese, ha già costruito e chi non più più farlo, per questo ineluttabile azzeramento. Auspico di arrivare a una nuova cultura urbanistica che utilizzi gli strumenti del recupero dell'esistente al posto dell'ulteriore consumo di suolo, della programmazione pubblica e nella condivisione e dialogo tra enti, associazioni e cittadini».
TOSCANA - LUCCA. Il ritiro della variante non cancella i guasti prodotti nel territorio
Il presidente della Provincia, Stefano Baccelli, ha scritto una lettera al sindaco di Lucca, in cui critica duramente il Comune per la gestione del territorio e la cementificazione. Baccelli sostiene che il Comune ha prodotto un regolamento urbanistico complicato e di difficile interpretazione, e che non ha controllato l'edilizia rilasciata, portando a una saturazione del territorio. Baccelli ha anche criticato il Comune per aver redatto una variante al piano strutturale che non rispettava gli strumenti di governo del territorio. Il sindaco di Lucca ha deciso di revocare la variante al piano strutturale, ma Baccelli sostiene che questo non cancella le gravi responsabilità amministrative del Comune.
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