La giunta vara le linee per lutilizzo. E in Galleria nasce il "consiglio di condominio" degli esercenti Lultima sfida è sui caselli daziari: guerra sul divieto di esporre insegne e pubblicità "Si potrà usare lo spazio solo per scopi sociali ed eventi culturali" Limpegno era stato chiaro, preso lo scorso giugno di fronte a un negozio temporaneo spuntato accanto allingresso del Museo del Novecento: «Mi impegnerò perché non si vedano più iniziative incongrue con il valore della piazza: non faremo gli "affittacamere a pagamento" come la precedente giunta», aveva attaccato lassessore alla Cultura Stefano Boeri. Adesso il gruppo di assessori che coordina è pronto a valutare le nuove linee guida sulluso di piazza Duomo. Per poi condividere il "decalogo" con tutti gli attori del cuore della città: dalla Curia ai commercianti. Questione di estetica, ma non solo. Visto che anche lassessore al Commercio Franco DAlfonso dice: «La prossima settimana lavoreremo alla delibera di indirizzo, ma i criteri saranno chiari: non venderemo piazza Duomo per fare soldi. Vogliamo tutelare e valorizzare questo luogo senza eventi commerciali, soltanto sociali e politici come da tradizione». Nessuna "svendita" per fare cassa. Un indirizzo che renderà molto difficile, ad esempio, che come lo scorso anno a Natale spunti un negozio di Tiffany, sponsor dellalbero. Anche le installazioni e gli allestimenti saranno concessi solo se davvero temporanei e di supporto a eventi che «rappresentino lanima della città». Per il centro, intanto, è già partita la rivoluzione sulla Galleria Vittorio Emanuele: diventerà un "distretto urbano commerciale". Ci sarà la Rinascente, sponsor per la riqualificazione di via Santa Redegonda, e una commissione mista tra amministrazione e commercianti per stoppare gli eventi che rovinano la pavimentazione. Un «consiglio di condominio», lo chiama DAlfonso. Che affronterà i problemi più disparati: dagli affitti alla tutela delle botteghe storiche. La battaglia per le regole imposte da Comune e Sovrintendenza si è già aperta, intanto, in un altro luogo della città: piazzale Cantore, dove uno dei due caselli daziari - quello sul lato Ovest - è dal giugno 2006 in concessione a un negozio di camicie. La convenzione stipulata prevedeva per il negoziante lobbligo di eseguire il restauro conservativo del casello e allo stesso tempo il divieto di sfruttamento pubblicitario dello stesso «in qualsiasi forma e in qualsiasi modalità». Tradotto: niente insegne o cartelli esterni. I titolari hanno comunque provato ad esporre 13 insegne pubblicitarie - 9 sulle finestre e 4 sulle porte dingresso - con il nome dellattività. Hanno chiesto lautorizzazione, ma pur non avendola ottenuta, hanno esposto lo stesso i pannelli, beccandosi due verbali tra gennaio e febbraio. Il primo round davanti al Tar - la richiesta del negoziante di sospendere lesecutività delle multe - è stato vinto dal Comune, ma il ricorso dovrà essere discusso nel merito, stabilendo - appunto - il diritto del Comune di affittare spazi monumentali per attività commerciali, limitandone però la possibilità di farsi pubblicità. (a. gall. - or. li.)
MILANO - Piazza Duomo, via al regolamento "Mai più affittata per far cassa"
La giunta di Milano ha varato le linee guida per lutilizzo della Galleria Vittorio Emanuele. Il "consiglio di condominio" degli esercenti sarà coinvolto nella valutazione delle nuove linee guida. La piazza Duomo sarà tutelata e valorizzata senza eventi commerciali, soltanto sociali e politici. Il centro storico sarà rivoluzionato con la creazione di un "distretto urbano commerciale". La Galleria Vittorio Emanuele sarà ristrutturata con la Rinascente e una commissione mista tra amministrazione e commercianti.
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