Riaprono al pubblico diverse sale e lo scalone monumentale. In mostra opere antiche d'autore, cimeli e pergamene Tempi record. Il direttore Giancaspro: lavori in meno di un anno Nemmeno un anno, e la Biblioteca Nazionale si ripresenta al pubblico restaurata, ristrutturata, riordinata. Un'occasione da celebrare degnamente, ma nel segno del-l'informalità, dell'accoglienza amichevole che contraddistingue il rapporto tra gli utenti e l'istituzione diretta da Mauro Giancaspro. Al direttore si deve l'idea di un «brindisi augurale» per presentare la «nuova» Biblioteca: «Abbiamo pensato, non solo io ma con l'apporto di tutto il personale, di creare un'occasione festosa per salutare la guarigione della Biblioteca, per ricordare alla città che i lavori sono stati ultimati in meno di un anno, e che le attività consuete riprenderanno a pieno ritmo. Era, è, anche l'occasione per sottolineare l'impegno, l'entusiasmo con cui tutti quelli che operano alla Nazionale hanno contribuito in questi mesi a risolvere problemi e a fare in modo che l'attività potesse continuare». Una cornice di collaborazione, un rapporto di amicizia: ecco perché a Giancaspro ed al suo staff è venuto in mente il titolo («Brindisi per l'amica risanata») della manifestazione di questa mattina, dalle 10,30 alle 12,30. Per l'occasione si riapre lo scalone monumentale della Biblioteca Nazionale, anch'esso sottoposto a consolidamento statico, e si inaugura la nuova Sala esposizione, si potranno vedere - ricorda Giancaspro - «i cimeli più preziosi come i due rarissimi manoscritti purpurei, detti così perché la pergamena è intrisa di porpora come gli abiti dei cardinali (al mondo ne esistono solo altri venti esemplari), o il bellissimo "Libro d'ore" di Alfonso d'Aragona. In una teca sarà possibile, inoltre, ammirare anche i celebri ed unici papiri di Ercolano. Nella sezione Manoscritti saranno esposti gli esemplari più famosi di opere di San Tommaso, Ariosto, Tasso per finire a Ungaretti. Ovviamente non mancheranno gli autografi di Leopardi». Una serie di rarità custodite alla Biblioteca Nazionale di Napoli, la prima a fregiarsi di questo titolo in Italia, grazie ad un editto di Garibaldi dopo il suo arrivo in città nel 1660. I lavori di consolidamento statico si resero necessari ad ottobre dello scorso anno e sono andati avanti a ritmo sostenutissimo, sotto la supervisione del direttore tecnico della Soprintendenza per i Beni ambientali e architettonici, Paolo Mascilli Migliorini (ci sarà anche lui questa mattina, con il soprintendente Gizzi) che dalla Biblioteca (vertice e personale tutto) ha ricevuto la più ampia collaborazione. Questa mattina non sono previsti relazioni, conferenze, esibizioni: «Vuol essere - ribadisce Giancaspro - solo un incontro fra la Biblioteca e chi sente di essere amico della Nazionale. Poi ci sarà occasione per gli appuntamenti culturali, gli incontri, la presentazione di libri, le conferenze, sulla falsariga del calendario di iniziative che negli anni scorso ha visto sempre una consistente partecipazione del pubblico». Oltre allo scalone monumentale, i lavori hanno interessato le volte e i muri delle sale (sottoposti anche a saggi termografici che consentono di vedere oltre la superficie se ci sono lesioni), il restauro degli stucchi della Sala Rari, al piano superiore la Sala Palatina (che custodisce la «Rosa dei venti» e una serie di preziosi mappamondi), che è stata riordinata secondo la originaria fisionomia, e grazie a questi interventi sono stati ridistribuiti gli spazi. Si potranno visitare tutte le sale e le sezioni della Biblioteca, anche quelle restate chiuse per un anno per i lavori, in particolare si potrà visitare il Fondo Aosta (la collezione della duchessa Elena) nella Sala Africa, dove si possono ammirare un'iscrizione berbera, animali tassiderrnizzati e trofei di caccia, ma anche idoli, gong, oggetti dell'artigianato, asce, pugnali, lance, fucili e una bella raccolta di minerali.
Napoli. Biblioteca nazioanle, rilancio e nuovo look
La Biblioteca Nazionale di Napoli si è riaperta al pubblico dopo lavori di consolidamento statico e restauro. Il direttore Giancaspro ha organizzato un brindisi per presentare la nuova biblioteca e sottolineare l'impegno e l'entusiasmo del personale. La manifestazione si è svolta in un'atmosfera informale e amichevole. La biblioteca presenta opere antiche, cimeli e pergamene, tra cui i due manoscritti purpurei e il "Libro d'ore" di Alfonso d'Aragona. La sezione Manoscritti esporrà opere di autori famosi come San Tommaso, Ariosto e Leopardi. La biblioteca offre anche una serie di rarità custodite alla Biblioteca Nazionale di Napoli.
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