La Regione ha spalmato il debito di 800 milioni «Niente nuove tasse» Retroscena Adesso tocca ai contribuenti piemontesi decidere se finanziare le attività del Regione, dello Stabile e delle varie fondazioni e associazioni culturali è una delle loro priorità. La Giunta regionale, infatti, ha deciso di destinare una percentuale pari allo 0,1 degli incassi dell'addizionale regionale sull'Irpef per il pagamento delle attività culturali. Gli uffici hanno calcolato che sulla carta ci sono a disposizione circa 40 milioni. A chi finiranno i fondi? Saranno i contribuenti a decidere indicando il codice fiscale del destinatario così come avviene con la dichiarazione dei redditi per quanto riguarda l'assegnazione del cinque per mille. II meccanismo che sarà perfezionato nei prossimi giorni è la prima risposta al pressing della lobby culturale e suona anche come una sfida alla capacità di mobilitazione delle diverse associazioni che dovranno passare dalla protesta alla capacità di trovare finanziatori. L'introduzione dell'1 per mille dell'addizionale Irpef per la cultura è una delle la principale novità contenute nel bilancio di previsione e nella legge finanziaria del 2012 approvate ieri dalla giunta regionale. Rinviato invece alla prossima settimana l'approvazione del bilancio di assestamento del 2011. Secondo il governatore Roberto Cota «anche in un momento di estrema difficoltà, noi seguiamo la nostra linea: riduzione dell'indebitamento, no a nuove tasse per i piemontesi e razionalizzazione della spesa collegata a riforme strutturali». A rendere possibile questa operazione è stato il blitz del presidente a Roma e il via libera del ministro Giulio Tremonti a spalmare 800 milioni di debito in un arco pluriennale di tempo». Questo ha permesso all'assessore al Bilancio, Giovanna Quaglia, di recuperare 400 milioni di risorse che per ora sono state accantonate in un fondo indistinto in attesa che si chiudano con il governo alcune trattative come, ad esempio, quella dei trasporti. Spiega Quaglia: «Come lo scorso anno, si tratta di un documento tecnico che consente di aprire la discussione in Commissione e in Consiglio regionale». Nel bilancio di previsione si riduce da 1,2 miliardi a 500 milioni la riduzione dell'autorizzazione a nuovi mutui. E questo è solo il primo passo per raggiungere quello che viene giudicato un obiettivo strategico: la riduzione complessiva dell'indebitamento. La giunta Cota conta di fare cassa attraverso «la riqualificazione della spese correnti della Regione, alla valorizzazione degli asset patrimoniali, alla eventuale dismissione delle società partecipate non strategiche». Senza dimenticare «il contenimento delle spese fisse del personale, non solo con lo strumento della non sostituzione del turn over, ma anche attraverso la riorganizzazione della macchina regio- nale». Nella manovra finanziaria per il 2012 è previsto un Piano delle alienazioni e di valorizzazione del patrimonio immobiliare, attraverso un fondo comune di investimento promosso dalla Giunta e da altri enti locali. Secondo l'ex presidente della Giunta regionale, Mercedes Bresso, si tratta di «un bilancio recessivo che porterà il Piemonte ad aggravare una situazione già molto complicata».