Dopo il Colosseo tocca alle Chiese, oltre ai danni provocati dallo smog alla nostra salute, anche i monumenti sono fortemente a rischio a causa dell'inquinamento atmosferico, bisogna limitare il traffico attorno a questi siti. Per fermare il processo di erosione occorre subito vietare il transito a tutte le automobili intorno ai siti monumentali più importanti della città, istituendo nuove immediate pedonalizzazioni, ma anche allargare gli orari della Ztl fino alle 21 tutti i giorni e fino alle 3, senza interruzione, nel fine settimana. Il Colosseo ha già perso un pezzo e ben vengano gli importanti lavori di restauro, ma quello è il più lampante esempio del deterioramento causato dallo smog e da là bisogna partire per liberare dalle auto lo spartitraffico più famoso del mondo, a cominciare da subito con l'estensione della Ztl a via Cavour, per arrivare alla pedona-lizzazione completa con l'apertura della Metro C. È passato più di un altro anno dal crollo al Colosseo, non si può più tollerare il lento processo di deterioramento di beni culturali così preziosi. Legambiente esprime le sue preoccupazioni a seguito del nuovo studio condotto da Ispra e Iscr (Istituto Superiore per la Conservazione ed il Restauro) che ha analizzato ben 77 monumenti, lanciando un nuovo allarme sugli effetti nocivi di azoto e polveri sottili al patrimonio culturale e artistico di Roma. San Marco, San Martino ai Monti, San Tommaso in Parione, San Filippo Neri e Santa Cecilia in Trastevere dopo l'allarme del Colosseo, sono queste le Chiese che corrono i maggiori rischi a causa dello smog. I monumenti del centro storico analizzati presentano una media di erosione compresa tra i 6 e i 6,2 micron all'anno, valore preoccupante se confrontato con quello cosiddetto "accettabile di erosione" fissato per convenzione in 8 micron all'anno. E negli ultimi 2 giorni la qualità dell'aria della Capitale era tutt'altro che buona, secondo gli ultimi rilevamenti di Arpa Lazio: il 28 settembre i valori delle PM 10 erano oltre il limite di legge di 50 microgrammi per metrocubo a Preneste (54 microgram-mi per metro cubo), Francia (64), Magna Grecia (51), Cinecittà (51) e Tiburtina (52); il 29 settembre la situazione vedeva superamenti nelle centraline di Francia (56), Tiburtina (51), Magna Grecia (53) mentre tutte le altre registravano valori molto vicini al limite di legge.