«I palazzi sono rancorosi». Racconta il direttore Giancaspro della Biblioteca indicando di Napolile Mau-mura che ci circondano per far intendere, con la mimica, il senso della sua affermazione. «I palazzi conservano memoria delle offese ricevute dal tempo, dall'uomo e dalle guerre. E prima o poi chiedono ragione dei torti subiti. E questo quello che è accaduto anche a noi, ad una parte di Palazzo Reale occupata dalla Biblioteca Nazionale». La vicenda è nota. Tutto è cominciato in silenzio, di notte, con la caduta al suolo piccoli frammenti d'intonaco ritrovati al mattino dai custodi. Dopo un esame approfondito si è scoperto che il fenomeno non rientrava nel semplice cedimento fisiologico della muratura, ma si trattava di qualcosa di molto più grave: l'intera volta della Stanza delle Panoplie (una della sale più frequentate dal pubblico) stava per crollare: il 4 ottobre 2010 la Biblioteca è stata costretta a chiudere la maggior parte delle sale aperte al pubblico, rendendo quindi inaccessibili molti documenti custoditi. Tutta colpa di una bomba. «In Biblioteca custodiamo l'enorme bossolo di una bomba di aereo». Racconta ancora Giancaspro: «Ha l'aspetto di una scultura futurista e fa pensare allo sviluppo nello spazio di forme boccioniane. Ne caddero tante nell'agosto del '43 sulla Biblioteca Nazionale di Napoli. Per fortuna la leggendaria direttrice Guerriera Guerrieri aveva svuotato l'edificio dai libri, anche loro sfollati!». I lavori di restauro del palazzo furono effettuati nei primi anni cinquanta dello scorso secolo. Purtroppo una delle volte della Biblioteca venne riparata in modo inadeguato, mediante un grande «tappo» in cemento armato adagiato nel foro scavato dalla bomba. Un tappo che col tempo a causa della differenza di natura fisica tra i materiali vecchi e quelli nuovi stava per staccarsi dal suo alloggio e cadere al suolo. Il suo crollo avrebbe prodotto effetti disastrosi sul palazzo, forse peggiori della prima bomba. «Le conseguenze della bomba hanno diviso in due la Biblioteca». Giancaspro continua il suo racconto. «Eppure ce l'abbiamo fatta in meno di un anno a riaprire tutto. È stato un anno assai duro: un anno di lavori di restauro e ripristino, e di indagini per verificare lo stato di ogni copertura della Biblioteca». Il personale è riuscito comunque a garantire i servizi al pubblico aprendo una vecchia scala di servizio e creando nuove postazioni per gli uffici Informazioni, Relazioni col pubblico, Fotoriproduzioni. I dipendenti della Biblioteca hanno dovuto spostare intere collezioni di libri, mobili e scaffalature per consentire i lavori e le indagini; e poi, a lavori ultimati, ripetere le operazioni. «Ce l'abbiamo fatta perché il personale della Biblioteca ha dato prova di grande capacità nel fronteggiare l'emergenza», insiste Giancaspro sinceramente soddisfatto. La Biblioteca riapre oggi al pubblico con un vento che si svolgerà dalle 10.30 alle 12.30 dal titolo suggestivo ed eloquente «All'amica risanata» riproponendo lo splendore dei suoi ambienti restaurati e abbelliti: lo Scalone Monumentale, la Grande Sala di Lettura, la Sezione Napoletana, la stupenda Sala degli Incunaboli, i percorsi interni e collezioni compresa l'Officina dei Papiri. Però ci sono alcune importanti novità per il pubblico: si è approfittato del restauro per avviare un piano di miglioramento di alcuni servizi, sono così stati spostai al piano terra gli uffici di prima accoglienza, come l'Ufficio Relazioni col Pubblico e i Cataloghi, ed stato organizzato un luogo espositivo (con i «gioielli di famiglia» ai quali in Biblioteca sono più affezionati) nella prima Sala cui si accede dallo scalone principale, dove sono stati riportate alla luce le de-:orazioni parietali che il tempo aveva cancellato. Per l'occasione saranno esposti i cimeli più preziosi some i due rarissimi manoscritti purpurei (detti co-31 perché la pergamena è intrisa di porpora come ;li abiti dei cardinali), il «Libro d'ore» di Alfonso d'Aragona, e in una teca i papiri di Ercolano. In sezione Manoscritti saranno esposti gli esemplari più famosi di San Tommaso, Ariosto, Tasso per finire a Ungaretti. «Non posso non ringraziare», conclude Giancaspro, «l'architetto Paolo Mascilli Migliorini della Soprintendenza che ci ha seguito con straordinaria tenacia e premura, e il consigliere del ministro Galan, Massimo Marino de Caro con il direttore regionale Gregorio Angelini che si sono attivati per risolvere problemi burocratici, garantendoci l'utilizzo di fondi necessari». Qui sopra, la bomba che ha creato danni alle strutture della Biblioteca.