Quasi 3000 le opere esposte e in vendita fino al 9 ottobre. Attesi collezionisti e importanti personalità Firenze si rimette il vestito buono e accoglie a braccia aperte la Biennale Internazionale dell'Antiquariato. Cinquantadue anni, portati bene: era il 1959 quando da una felice intuizione di Mario e Giuseppe Bellini nacque la più importante mostra di arte italiana nel mondo. Oggi la Biennale inaugura la XXVII edizione con una cerimonia in Palazzo Vecchio (ore 10,30). Poi tutti in Palazzo Corsini, dove fino al 9 ottobre, con orario 10,30-20, nella prestigiosa mostra-mercato qualificati antiquari offriranno al mondo opere di un livello, quest'anno, anche superiore alla media. Tra le gemme, una formella in marmo di Luca della Robbia, raffigurante una Madonna col Bimbo in trono tra i santi Lorenzo e Caterina di Alessandria ed una scultura di Canova, un Amorino. Palazzo Corsini, da anni sede della rassegna, si trasformerà per nove giorni in un autentico museo, seppur effimero, come ha sottolineato il segretario generale della Biennale (dal 2001), Giovanni Pratesi, visto che le 2780 opere esposte da 88 antiquari - 74 italiani e 14 stranieri -, sono sul mercato e 270 hanno ricevuto dalle commissioni dell'ufficio esportazione di Firenze e del Ministero per i beni e le attività culturali 1 attestato per la libera circolazione. «I collezionisti - ha detto Pratesi - difficilmente ritroveranno a disposizione simili opere. Io non ricordo di aver visto tanti capolavori come in questa edizione: trovare un Della Robbia sul mercato è incredibile...». La Biennale, come sempre, è ricca di oggetti i più svariati. Si spazia dai dipinti ai piatti, ai libri antichi, alle sculture. Attraverso il teatrale allestimento del maestro Pier Luigi Pizzi, collezionisti e visitatori potranno ammirare opere che vanno dal '300 al '900. Di grande interesse la riscoperta di due dipinti di Thomas Patch, Veduta dell'Arno con il ponte di Santa Trinita e Veduta di piazza della Signoria conservati per più di mezzo secolo in una collezione privata tedesca. Tra gli oggetti legati alla storia di Firenze, possiamo citare un libro di Giuseppe Zocchi, del 1744, con ventiquattro vedute delle principali strade, piazze, chiese e palazzi. Tra le opere più recenti, quelle di Lucio Fontana, Morandi, Capogrossi, Paladino. La Biennale sostiene, come sempre, «Corri la vita», associazione per lo studio e la prevenzione del tumore al seno, presieduta dalla marchesa Bona Frescobaldi. E anche grazie a lei, che in questi giorni a Firenze sono presenti numerosi esponenti dell'alta società mondiale. «Firenze ha bisogno di eventi internazionali, è una soddisfazione - ha detto Bona Frescobaldi - vedere come in così tanti abbiano risposto al nostro invito. Mi preme sottolinearlo, quello che mi spinge a impegnarmi in queste attività, è fare del bene alla nostra Firenze». La marchesa in particolare ha coordinato il comitato d'accoglienza della Biennale allargando l'invito a architetti e decoratori d'interni di tutto il mondo. Tra le novità di questa edizione, arricchita da appuntamenti culturali e mondani, anche il premio allo stand più bello assegnato dal Comitato sostenitore. Andrà infine a Piero Angela il 6 ottobre il riconoscimento del Lorenzo d'oro della Biennale «per la sua lunga e felice carriera di regista di documentari». Il biglietto d'ingresso costa 10 euro (gruppi e ridotto 8), mentre entra gratis chi possiede la Card Piccoli Grandi Musei. In occasione della Biennale, oggi alle 18,30 sarà inaugurata la nuova sede della Galleria Frascione in via Maggio 5, nel prestigioso Palazzo Ricasoli Firidolfi. Infine, alcune delle più prestigiose strade del centro in questi giorni sono arredate e addobbate con oltre cento bandiere riproducenti il giglio del Comune di Firenze ed il logo de «Le Vie degli antiquari».