Caro direttore, voglio rivolgermi ai cittadini milanesi ed al vasto mondo che nell'Arte vede importanti testimonianze di tradizione e di civiltà: la Pinacoteca di Brera e l'Accademia di Belle Arti di Brera ne sono significativi esemplari. Veniamo ai fatti, ben riassunti nell'editoriale del Corriere di ieri: il 27 luglio scorso il Ministro Galan invitò Letizia Moratti, Salvatore Carrubba e il sottoscritto presso il suo ministero a Roma ad un colloquio volto ad esaminare problemi e meccanismi operativi di una eventuale Fondazione nella quale Enti pubblici e privati fossero partecipi con diritti e competenze ben precisate e compatibili. Al termine del colloquio al quale erano presenti anche validi collaboratori del ministro ebbi modo di constatare evidenti segnali di interesse per una siffatta ipotesi: fu infatti stabilita una data per un successivo incontro di lavoro e precisamente il 14 settembre 2011. Improvvisamente, qualche giorno prima di detta data, da Roma giunse un segnale di arresto! Questo improvviso e non giustificato annullamento dell'incontro volto ad un ulteriore approfondimento, appare veramente sorprendente. Ritengo quale partecipante a questa iniziativa di avere il sacrosanto diritto di conoscere motivi e ragioni di questa decisione. La soluzione del problema «Grande Brera» avrebbe per il comune di Milano una ricaduta di grandissimo interesse e di straordinario valore di immagine. Inoltre se la realizzazione della Grande Brera venisse completata entro lo stesso anno nel quale si inaugura l'Expo, Milano ancora di più acquisirebbe a livello mondiale interesse per la sua eccezionale offerta culturale. Enorme diventa la responsabilità di rallentare o ostacolare, attraverso qualsiasi strumento sia esso formale che politico, il realizzarsi di questa ipotesi innovativa e cioè la creazione di una particolare Fondazione per la Grande Brera. Infatti solo strutture pubbliche unite a qualificate strutture private potrebbero trovare formalmente una soluzione. I milanesi, gli italiani, l'intero mondo dell'Arte, nazionale ed internazionale, la auspicano da troppo tempo. Se non viene scelta questa strada altre concrete e realistiche possibilità non esistono. Mi pongo alcune domande: perché il piano di fattibilità non è stato ancora fatto?Perché si è perso così tanto tempo? E così rispondo: perché è mancata la committenza. Perché è mancata la volontà di fare. Perché è mancata la capacità di assumersene la responsabilità. Se il potere pubblico in trent'anni non ha espresso né volontà né soluzioni appropriate perché dobbiamo ancora aspettare? La Fondazione invece, con una concordata e positiva collaborazione tra pubblico e privato consentirebbe il raggiungimento del tanto auspicato obbiettivo. Le scadenze metodologiche e qualitative verrebbero chiaramente espresse, le scadenze temporali precisate e rispettate ed i controlli debitamente attuati. Infine la tanto ripetuta situazione di non disponibilità finanziaria potrebbe essere superata solo a seguito di una dimostrata e verificata qualità del progetto museale prima, validamente assistito poi da un altrettanto corretto progetto architettonico e planivolumetrico. Auspico quindi un sereno ed intelligente ripensamento da parte del Ministro e un'altrettanta volontà a rimettersi in gioco da parte di Letizia Moratti. Presidente Associazione Amici di Brera
MILANO - Milanesi, pensate a Brera
Il Presidente dell'Associazione Amici di Brera, in un articolo di giornale, esprime la sua preoccupazione per l'annullamento improvviso di un colloquio con il Ministro Galan e Letizia Moratti per la creazione di una Fondazione per la Grande Brera. Il colloquio era stato fissato per il 14 settembre 2011 e sarebbe stato un passo importante per la realizzazione del progetto. Il Presidente sostiene che la Fondazione avrebbe avuto il potere di unire Enti pubblici e privati per realizzare il progetto e che sarebbe stata una soluzione innovativa e importante per la città di Milano. Egli chiede di sapere i motivi dell'annullamento e se ci sarà un nuovo colloquio.
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