Ministro Galan, è venuto a Napoli a fare prove di traffico? «Ma no, è un equivoco. E quanto al traffico, me l'aspettavo già proprio come l'ho trovato. Non mi mai deluso il traffico di Napoli, presente in forma massiccia tutte le volte che sono venuto in città. Una cosa pazzesca». La voce che il ministro alla Cultura, in auto con il sottosegretario Riccardo Villari, napoletano, volesse sottoporre la viabilità cittadina a un test ieri si è sparsa perché i due esponenti di Governo sono arrivati più tardi del previsto al Museo. Partendo a mezzogiorno dalla Stazione centrale, hanno impiegato circa mezz'ora, a fronte degli otto-dieci minuti ottimisticamente previsti da Google maps. Avete impiegato tanto nonostante corsie preferenziali, sirene e lampeggianti? «No, probabilmente proprio perché non li abbiamo utilizzati. Io non ho mai fatto azionare la sirena, né percorso una corsia preferenziale. Certo, se fossi in ritardo a un appuntamento importante, lo farei. Ma in questo caso non avevamo fretta. A me piace girare per le strade, guardarmi intorno, anche entrare nei supermercati, verificare se le persone che incontro sono cortesi o meno. Le mie assistenti lo sanno bene, visto che in ogni occasione sono costrette a dare disposizioni in tal senso». Be', è diventato un test di fatto e lei ha fatto un po' il turista. Quali sono state le impressioni che ha tratto dalla sua visita? «Oh, da turista sono state molto superiori alle aspettative. Anche al Museo Archeologico, dove sapevo a cosa mi sarei trovavo di fronte. Invece, confesso la mia ignoranza, non ero mai stato a Capodimonte ed è stata un'esperienza estremamente positiva perché è una struttura importante, e anche molto piacevole e ben tenuta. L'unica lamentela la rivolgo al mio amico Villari, perché la sola visita a Capodimonte avrebbe richiesto e meritato molto più tempo e attenzione. Meriterebbe anche molti più visitatori, invece i dati mi hanno lasciato costernato». Tra i motivi ipotizzati, ricorre sempre l'idea che il Museo di Capodimonte sia poco raggiungibile. Tuttavia è proprio Villari a smentire questa tesi: «Il traffico a Napoli è capriccioso e imprevedibile, anche per questo i test sono inutili. Certo, abbiamo impiegato mezz'ora dalla stazione al Museo Nazionale, però meno di dieci minuti da lì a Capodimonte. Sempre senza sirena». Ma torniamo a Galan, il quale si è soffermato pubblicamente anche su Pompei e sul rischio di nuovi cedimenti: «Per Pompei ci sono i soldi e c'è un programma, certo, occorre metterlo in pratica. Poi può capitare di tutto, io non sono qui a garantire che non succederà nulla quest'anno. Abbiamo avviato il programma di salvaguardia, che durerà vari anni perché mettere in sicurezza Pompei è davvero un'opera di altissimo impegno e lunghissima durata. Ma mi sembra che il momento sia positivo: ci sono le assunzioni, ci sono i soldi per fare bene e c'è un programma assolutamente all'avanguardia mondiale. Abbiamo operato, anche se so che si fa sempre molto di meno di quello che andrebbe fatto, ma l'abbiamo avviato e confidiamo che vada meglio dell'anno scorso». Ministro, darà una mano a Capodimonte a ritrovare i visitatori e a Napoli a ritagliarsi un ruolo di primo piano come città turistica? «Il ministero è pronto ma prima una mano devono darsela i napoletani e il Comune. Napoli ha talmente tante bellezze, al di là di mare e della città stessa, che normalmente ci si aspetterebbe almeno il triplo dei visitatori. E aggiungo che senz'altro la promuovo, che pur con tanti problemi la trovo anche più bella di dieci anni fa. Però non posso non rilevare alcune lacune». Quali? «Se posso dare un consiglio l'unico, so che consigli ai sindaci non se ne dovrebbero dare bisogna assolutamente incrementare la differenziata. Se ci riescono Padova e Vicenza, perché qui non si fa ancora? Comunque ora vado a visitare il San Carlo, un'altra meraviglia. Il teatro è stato riportato in attivo, entro come se mi avvicinassi a un miracolo...». Merito di San Gennaro? (Ride) «No, no, San Gennaro non c'entra».