Roma. Immobili, partecipazioni, infrastrutture, risorse naturali, beni culturali: il patrimonio dello Stato è un immenso tesoro che vale oltre 1.800 miliardi, più o meno quanto il fardello del debito pubblico. Una quota di tutto rispetto dei «gioielli di famiglia», 675 miliardi di euro, è «fruttifera», e un'attenta valorizzazione potrebbe dare anche 10 miliardi di euro l'anno a regime. Risorse preziose per ridurre deficit e debito ma anche per rilanciare, in un circolo virtuoso, lo sviluppo. Per fare un primo «inventario» ieri al Tesoro si sono riuniti per un seminario a porte chiuse i massimi esponenti della materia, tra governo, manager pubblici, rappresentanti di fondi e banche d'affari. Assente invece il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi perché «assediato da impegni vari», come ha detto il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta, aggiungendo: «Sono giornate intense e per certi aspetti turbolente». «Con oggi prende avvio una grande riforma strutturale per la riduzione del debito e per la modernizzazione e la crescita del Paese», ha sottolineato il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, che ha fortemente voluto questa iniziativa perché può diventare «volano per l'economia». Tremonti ha precisato che «quanto è pubblico deve e può restare pubblico nell'interesse dei cittadini», ma «una grande quantità» di quello che oggi è una specie di «manomorta» può essere valorizzato. Primo passo è stata la fotografia, perché se il patrimonio è un'ancora per i conti del Paese, è anche vero che è estremamente parcellizzato. I soli immobili pubblici, che valgono 500 miliardi di euro, fanno capo a ben 9.000 istituzioni. Le società in cui lo Stato ha una partecipazione sono oltre 13 mila. Il valore per le sole società a livello nazionale è di oltre 44 miliardi; ma allo stesso tempo è anche vero che le stesse partecipate costano, per il funzionamento dei Cda, 2,5 miliardi di euro l'anno, e che in Italia ci sono oltre 80.000 - messi insieme una piccola città - tra componenti degli organi societari e consulenti. Gli oltre 1.800 miliardi di euro di attivo dello Stato comprendono crediti, immobili, concessioni e partecipazioni. È quanto ha spiegato Edoardo Reviglio (Cdp), che ha oggi svolto una relazione al seminario al Tesoro. Riferendosi ai circa 700 miliardi di euro immediatamente fruttiferi, ha spiegato che su questa cifra «si possono fare subito valorizzazioni». Dei 500 miliardi riferiti solo a immobili «il 5-10 è vendibile in 3-4 anni». L'altro relatore, Stefano Scalera, dirigente del Tesoro, ha evidenziato come a regime la valorizzazione del patrimonio può dare 9,8 miliardi di euro l'anno, e come a riduzione del debito si possono fare cessioni di immobili per 25-30 miliardi e di diritti CO2 di 10 miliardi. Nel breve periodo - ha spiegato - i maggiori effetti si ottengono con le dismissioni, ma per massimizzare la riduzione del debito nel lungo periodo, invece, meglio l'aumento della redditività del patrimonio, con il contributo del settore privato alle politiche di valorizzazione. Per il Tesoro l'utilizzo efficiente dei beni pubblici può innescare un circolo virtuoso tra «riduzione debito-Pil, migliore credito e meno interessi, risorse per lo sviluppo e sviluppo». Intanto la nuova Sgr del Tesoro è pronta a partire da gennaio 2012. manuela tulli 30092011
SICILIA - Ricognizione sul patrimonio del Paese: 700 mld subito fruttiferi
Il patrimonio dello Stato italiano vale oltre 1.800 miliardi di euro, con una quota di 675 miliardi di euro che è fruttifera e può dare 10 miliardi di euro l'anno a regime. Il Tesoro ha organizzato un seminario a porte chiuse per valutare il patrimonio e ridurre il debito pubblico. Il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, ha sottolineato l'importanza di valorizzare il patrimonio pubblico per ridurre il debito e promuovere lo sviluppo economico. Il Tesoro ha evidenziato che il patrimonio è estremamente parcellizzato, con oltre 9.
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