Chieste scelte adeguate per la cultura, oltre che per il turismo B.A. LUCCA. Il sagrato di San Michele non rientra nella proprietà della parrocchia (quella finisce ai gradini della chiesa, il sagrato è del Comune, spiega la stessa parrocchia) ma il parroco, monsignor Agostino Banducci, è ugualmente sconvolto dalla vicenda del bitume usato per riempire le pietre del sagrato. Non si spiega davvero un comportamento così. «Sarebbe auspicabile - dice monsignor Banducci - che piazza San Michele venisse trattata con più attenzione. Invece è trascurata. Spesso si vedono i camion sul sagrato. Io credo che bisognerebbe fare scelte adeguate, nell'interesse della cultura ma anche dell'aspetto religioso e del turismo. Credo che dovrebbe essere riconsiderata la posizione del mercato che due volte l'anno si svolge per settimane sul sagrato». Monsignor Banducci vorrebbe che il Comune, ma anche la Provincia, tenessero in maggior considerazione la parrocchia. «San Michele è la prima chiesa che i turisti visitano quando vengono a Lucca. Invece è dimenticata, come è trascurato il sagrato. Auspicherei che gli enti locali organizzassero un tavolo di lavoro permanente con la parrocchia, per prendere decisioni tutti insieme, per fare valutazioni e interventi che andrebbero poi a vantaggio di tutti: della cultura, dell'economia legata al turismo, dell'aspetto religioso». Non solo il sagrato di San Michele, anche la stessa chiesa, dice monsignor Banducci, desta allo stato attuale preoccupazione per le sue condizioni strutturali. «Abbiamo dovuto far mettere delle catene di ferro in sacrestia sulla parte sinistra c'erano cedimenti - dice -. Del resto, a parte alcuni interventi al tetto che risalgono a circa quindici anni fa, l'ultimo restauro della chiesa risale al 1870. C'è l'esterno da ripulire, così la pila. Mi rendo conto io per primo che è vero il commento che sento dai turisti che la chiesa è tanto bella dentro quanto brutta fuori. Occorrerebbero circa 400mila euro per ristrutturarla. E non si può sempre battere cassa alle fondazioni. Tutti dovrebbero fare la loro parte e per questo bisognerebbe parlare insieme, cosa che adesso non accade con gli enti».
LUCCA - Monsignor Banducci: Preoccupa vedere spesso i camion sul selciato. Più tutela per l'area monumentale
Il parroco di San Michele a Lucca, monsignor Agostino Banducci, è sconvolto dalla vicenda del bitume usato per riempire le pietre del sagrato. Il sagrato non rientra nella proprietà della parrocchia, ma è del Comune. Il parroco vorrebbe che il Comune e la Provincia prendessero in considerazione la parrocchia e che si facessero scelte adeguate per la cultura, il turismo e l'aspetto religioso. Inoltre, la chiesa sta subendo problemi strutturali e ha bisogno di un restauro. Il parroco chiede di parlare insieme con gli enti locali per trovare una soluzione.
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