Un consulente di Palazzo Chigi nel "business" della solidarietà Sono il consigliere Traversi, Presidenza del Consiglio dei ministri. Sono il consulente economico di sua eccellenza Letta, e si sturi le orecchie". Se la classe non è acqua, il terremoto è una manna dal cielo per Fabrizio Traversi, 62 anni, romano "de Trastevere", già funzionario del disciolto Ente per la montagna e felicemente confluito nell'organico di Palazzo Chigi da dove pensava di poter combinare grossi affari per esempio mettendo le mani sui fondi per il sociale destinati all'Abruzzo. E pensava ormai di avercela fatta insieme a Gianfranco Cavaliere, medico aquilano di 36 anni, coordinatore provinciale dei Popolari di Giovanardi: l'idea era di utilizzare un ente caritatevole per sviluppare finti progetti di solidarietà, ma la Procura de L'Aquila, guidata da Alfredo Rossini, ha scoperto tutto arrestando cinque persone per tentata truffa. "Queste sono operazioni corsare, noi incassiamo e poi spariamo dalla circolazione" teorizzava allegro il Traversi nelle intercettazioni catturate dal Noe di Pescara. Più programmatico il Cavaliere: "Un'azienda ti affida 100 mila euro per fare una politica spiegava conversando con il padre, Raffaele Cavaliere, capogruppo Pdl al Comune de L'Aquila Con questi 100 mila euro a cinque ragazzi gli fai un contratto di tre mesi a mille euro. Quello che rimane, 63 mila euro, si divide tra i soci". Tutto pensato, tutto organizzato. Ma, per ottenere bei soldi, serviva una società speciale, ben collegata alla fonte erogatrice e totalmente credibile visto il generoso stanziamento offerto dal sottosegretario Carlo Giovanardi: 12 milioni di euro (ora bloccati). La soluzione fu presto individuata costituendo la Fondazione Abruzzo solidarietà e sviluppo, di cui Traversi era segretario e Cavaliere vicepresidente, con sede presso la Curia gestita dal vescovo Giuseppe Molinari e dall'ausiliario Giovanni D'Ercole. Quest'ultimo, giunto in città per dare sostegno, decise un giorno di mettersi a spostare le macerie col popolo delle carriole, ottenendo parecchi fischi. Non solo dagli aquilani, arrabbiati per la passione della Chiesa nel mantenere relazioni idilliache col governo delle promesse infinite, ma dallo stesso Giovanardi , ansioso di finanziare le attività in loco tramite un canale di fiducia. "Altro che carriole o non carriole... scusami, altro che popolo delle carriole diceva il sottosegretario a D'Ercole . Ce li ho qua i soldi... che alla fine... veramente una cosa incredibile. Comunque, io aspetto ancora un po', poi risollecito il commissario, magari tramite Cavaliere". Il suo uomo, in effetti, non vedeva l'ora di entrare in azione. "Stiamo facendo politica di altissimo livello" diceva al compare Traversi. Che, da bravo romanaccio, esagerava: "Chi si mette contro di noi, deve morire". Quindi toccava a Cavaliere, come al solito, pensare con un po' di testa, per esempio cercando di piazzare in Comune qualcuno al posto del traballante sindaco Pd, Massimo Cialente: "Chiunque noi appoggiamo vince, eh... cioè appoggiamo 'sto segnale stradale e quello vince" si lasciava andare Cavaliere. Perfino uno come Roberto Museo, direttore nazionale del Coordinamento dei centri di servizio per il volontariato (non indagato), poteva farcela. Ma pagando qualcosina. Forse 200 mila euro, come spiegava Traversi ad Augusto Ippoliti, collaboratore della Curia: "Roberto deve dirci con esattezza qual è il nostro... lui l'incontro con chi ha chiesto l'ha avuto, la benedizione gli è stata data, mo' deve dimostrare che è un credente, sennò come è entrato esce... deve essere sopra i 200 perché sotto i 200 se ne va affanculo". L'inchiesta, siparietti a parte, dimostra la splendida familiarità di Traversi e Cavaliere con la curia cittadina, che ora si dichiara stupita e affranta. Ma illustra bene anche il modello culturale di riferimento: se Denis Verdini, coordinatore del Pdl, presentava gli amici imprenditori a Gianni Letta, abruzzese doc e nume tutelare di ogni operazione sismica, perché un funzionario della Presidenza del Consiglio non poteva millantare la sua vicinanza al Gentiluomo del Papa per pretendere obbedienza? Un dubbio invece permane sull'estraneità ai fatti dei veri vip. Dice l'ordinanza del gip, Marco Billi: "Si rileva che tanto l'associazione "L'Aquila città territorio" (forziere della fondazione, ndr) quanto la "Fondazione" hanno la propria sede presso la Curia vescovile, che l'arcivescovo Molinari ha partecipato alla fondazione fin dall'atto costitutivo e che Molinari e D'Ercole hanno partecipato personalmente all'incontro a Palazzo Chigi con il sottosegretario Giovanardi". Attenti a quei tre, direbbe qualcuno.