Larchitetto Desideri: "Lavori in tempi record". Ora mancano 100 milioni Il progettista: vuol dire che al di là dei pasticci in sede di gara era un buon piano «Peccato che non ho potuto essere presente nel giorno delle 100 assemblee, quellopera è un miracolo». Larchitetto Paolo Desideri, ordinario di progettazione architettonica, usa proprio questa parola, "miracolo". È soddisfatto della forma che sta prendendo il "suo" nuovo teatro del Maggio. Ancora di più lo è dei commenti dei primi visitatori della Leopolda, nella notte delle 100 assemblee. E dopo aver progettato la nuova stazione Tiburtina, la ristrutturazione del palazzo delle Esposizioni di Roma e il Campus universitario di Pescara, considera il Parco della musica di Firenze il suo nuovo fiore allocchiello. La sala per le opere da 1.800 posti verrà inaugurata il 21 dicembre da Zubin Mehta, come da programma. La cavea da 2.000 posti ospiterà la festa di Capodanno. Resta però il rebus del secondo lotto e dei circa 100 milioni di euro che ancora mancano per la sala dei concerti da 1.200 posti e per la sistemazione della piazza antistante che, una volta realizzata, sarà la più grande di Firenze. Difficilmente il governo, nel bel mezzo della tempesta economica, potrà stanziare a breve. Architetto Desideri, il teatro del Maggio quasi ultimato è per lei un risultato inatteso? «Certe volte succedono miracoli ed è accaduto a Firenze. Abbiamo avuto la fortuna di avere unimpresa che ha lavorato con efficienza, non ho mai visto questa rapidità: i cantieri sono stati aperti nel gennaio 2010». Come se lo spiega questo sussulto di efficienza? «La commissaria Elisabetta Fabbri e la direzione dei lavori, affidata dal Comune a Giorgio Caselli, è stata un altro miracolo. Eppoi cè stato il contributo del teatro del Maggio, con la sovrintendente Colombo...». Lei che è stato linventore della definizione "sistema gelatinoso", come saltò fuori dalle intercettazioni dellinchiesta sulle grandi opere, adesso dice che tutto è andato bene. Il sistema non cè più? «Sì, mi riferivo alla "gelatina" e non mi riferivo alla Sac (limpresa che sta realizzando il Teatro della Leopolda con la quale desideri si presentò alla gara, ndr). Se cè ancora la "gelatina"? Dire di no. Il modo in cui so è andati avanti a Firenze è una dimostrazione di efficienza. Ma non mi faccia fare il politico, non è il mio ruolo... dico solo che questo fa bene sperare perché in alcuni casi il nostro Paese dimostra di poter stare al passo degli altri Paesi europei». Quando il Tar del Lazio ha annullato gli atti della gara e chiesto il risarcimento per il progetto di Casamonti arrivato secondo, si è temuto il blocco dei lavori e il blocco totale per il teatro della Leopolda. «La commissaria dellopera Elisabetta Fabbri è stata molto brava dal punto di vista amministrativo. E non è banale che alla fine siamo riusciti a portare in fondo lopera senza alterazioni rispetto al progetto originario. Non succede spesso: è una delle cose che differenzia lItalia dagli altri Paesi, qui però ci siamo riusciti. Ed è una conferma che, al di là dei pasticci in sede di gara e al di là della "gelatina", era un buon progetto». Le piace il disegno della piazza antistante fatto dallo scenografo Dante Ferretti? «Ci siamo incontrati un mese fa e mi ha illustrato il suo "concept". Lo trovo affascinante, ma va trasferito in un progetto e serve un architetto bravo». Sarà lei? «Non credo sia stato ancora deciso niente. Ma sarebbe curioso che larchitetto che ha disegnato lopera non faccia anche la piazza antistante. Ma sono sicuro che così non sarà». Mancano però ancora i soldi per il secondo lotto, che comprende la sistemazione della piazza e della sala concerti. «È così. E ora è prematuro pensare alla piazza. Lingresso però ha una sua monumentalità, finora si è visto il 50 per cento: la torre scenica con leffetto lampada è esattamente come lavevamo immaginata. Manca però ancora la sfera dorata alta 16 metri che sorgerà nel foyer, anche quella sarà illuminata e sarà visibile dalla piazza». Pessimista sui 100 milioni che ancora mancano? «Mi auguro che si trovino. In fondo è stata dimostrata una grande efficienza nel modo di utilizzare le risorse pubbliche fin qui messe a disposizione. Un merito che va condiviso, che non è solo dellarchitetto. Anche se mi auguro che possa apparire chiaro a tutti che il mio progetto era buono».
FIRENZE - Parco della musica, miracolo a metà
Larchitetto Paolo Desideri è soddisfatto del progresso del nuovo teatro del Maggio a Firenze, che sta per essere inaugurato il 21 dicembre. Il progetto, che include una sala per le opere da 1.800 posti e una piazza antistante, è stato realizzato con efficienza grazie alla commissaria Elisabetta Fabbri e alla direzione dei lavori. Tuttavia, mancano ancora 100 milioni di euro per completare il progetto, che comprende la sistemazione della piazza e della sala concerti. Desideri ritiene che il progetto sia stato buono e che la sua realizzazione sia un miracolo. Ha anche espresso la speranza che i soldi mancanti possano essere trovati. Il teatro del Maggio sarà inaugurato con un concerto di Zubin Mehta.
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