CASTEL MAGGIORE. Giovanni II Bentivoglio, signore di Bologna alla fine del 400, si rivolterebbe nella tomba se sapesse in che condizioni si trova l'affresco di Ginevra, la sua amata, nella chiesa di Sant'Apollinare di Ronco a Castel Maggiore. Siamo a un centinaio di metri dalla zona industriale, la recinzione di protezione è fatiscente e con grande facilità si raggiunge la chiesa dove all'interno il tetto di legno giace in pezzi e l'affresco è circondato da piante selvatiche. In alto, appena si entra. c'è una lapide dedicata alla famiglia Bentivoglio. Lo stato di degrado della struttura fa discutere come del resto le villette in costruzione che stanno sorgendo a pochi metri dall'edificio. Al punto che, sul profilo Facebook del Comune, si è scatenata una polemica. UN CITTADINO ha anche scritto di aver segnalato la situazione a Regione e ministero dei beni culturali mentre lo storico Giampiero Bagni aveva sollevato il problema due anni fa: «La chiesa è ormai fatiscente. E fa riflettere il fatto che a fianco sia stata permessa la costruzione di un'area urbanizzata». Sul profilo Facebook il Comune replica ufficialmente: «Condividiamo la preoccupazione ed attenzione per i beni di valore storico e, nel caso specifico, per la Chiesa di Sant'Apollinare che è un edificio vincolato quale bene culturale dalla soprintendenza, sul quale vanno attivate politiche di conservazione e valorizzazione. Essendo l'immobile di proprietà privata, sono i proprietari che devono intervenire per conservarlo e recuperarlo. Il Comune può solamente adottare normative edilizie che incentivino tali interventi. Per perseguire questo scopo conclude l'amministrazione il Piano Strutturale Comunale (PSC) ha classificato tale zona come Ambito 10' attribuendole una potenziale capacità edificatoria da utilizzarsi in altri ambiti a compensazione dei costi per il recupero della Chiesa e la realizzazione della zona verde attigua».